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25 gennaio 2005. Comunicato stampa di Christina Sponza.

Dopo le esternazioni di Silvio Berlusconi.

L'unico vero rischio del nucleare è l'esplosione della rissa nuclearisti e anti-nuclearisti.


Bene prendere in considerazione tutte le tecnologie ma attenzione alle dichiarazioni non scientificamente corrette e strumentali; catastrofiste degli ambientalisti, superficiali e mistificatrici di alcuni esponenti della maggioranza.

E’ sicuramente un passo in avanti l’apertura a prendere in considerazione tutte le fonti di approvvigionamento energetico, senza sostenere a priori posizioni di chiusura verso qualsiasi ipotesi. Sarà molto probabile, infatti, che l’utilizzo contemporaneo di diverse tecnologie consentirà di acquisire la conoscenza e la pratica necessarie a prediligere, in futuro, una via piuttosto che un’altra. Il nucleare di fatto già lo legittimiamo ed utilizziamo, tramite l’acquisto di energia elettrica dalla Francia e gli investimenti dell’Enel in Slovacchia, mentre infondati sono gli appelli ad una scelta referendaria - quella dell’87 - che formalmente non è stata di abbandono del nucleare in Italia, anche se le scelte dei governi successivi così hanno di fatto operato.
Troppo semplicistica e di propaganda sembra però, al momento, una soluzione nucleare all’italiana non conseguente all’elaborazione di un nuovo Piano Energetico Nazionale che possa stabilire una corrispondenza tra bisogni, costi e scelte tecnologiche e, finalmente, fare chiarezza, all’opinione pubblica e politica, circa il significato tecnico-scientifico delle diverse scelte di produzione energetica. Troppo spesso, infatti, ancora si sente porre sullo stesso piano la produzione con la distribuzione; come fa chi, autorevole esponente politico, dichiara di preferire l’idrogeno al nucleare.

Roma 25 gennaio 2005