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maggio 2006. Pubblicato su IL PICCOLO.
IL CASO DEL GOLFO DI TRIESTE.
RIGASSIFICATORI? SI,... GRAZIE!
Ci avviciniamo ad un'epoca di svolte, nella quale il maggior consumo
di energia è sempre meno controbilanciato dalla facilità
di approvvigionamento. Non solo le fonti di idrocarburi fossili
sono destinate ad esaurirsi naturalmente ma la disponibilità
è condizionata dalla politica dei Paesi che ne posseggono
i giacimenti (... e spesso non sono Paesi che brillano per democrazia
e affidabilità).
Diversificare al massimo le fonti e le tecnologie di utilizzo
può consentire di affrontare con maggiore elasticità
e prontezza i momenti di crisi, consentendo inoltre di privilegiare
nel corso del tempo scelte economicamente meno onerose. In questa
ottica, così come già evidenziato da alcune associazioni
ambientaliste, l'utilizzo di Gas Naturale Liquefatto proveniente
da nazioni alle quali non si sia vincolati da gasdotti fissi,
è una opzione che non si può trascurare. La conseguenza
ovvia è la necessità di dotarsi di apparecchiature
per la riconversione in gas del GNL trasportato via nave.
La “colpa” italiana sta nel non avere a disposizione
uno strumento di programmazione adeguato, per intenderci, un Piano
Energetico Nazionale visto che quello esistente è obsoleto
perché risalente agli anni '80; tuttavia, l'inadeguatezza
politica non può essere utilizzata come scusa per sospendere
lo sviluppo e l'adeguamento delle produzioni energetiche alle
nuove esigenze di consumo che, anche se si intervenisse con massicce
iniziative di risparmio, sarebbero comunque destinate ad aumentare
nel corso degli anni.
Al contrario del NO a tutto, propagandato da certe associazioni
ambientaliste non attente al progresso di un ambiente sistemico
(cioè di un ambiente visto come sistema complesso che comprenda
anche l'insediamento umano e le sue tecnologie) l'atteggiamento
più sensato e scientificamente più adeguato dovrebbe
essere “SI... ma nel rispetto di determinate condizioni”.
In attesa quindi di garanzie circa il rispetto dell'equilibrio
dell'eco-sistema, in conseguenza al raffreddamento delle acque
circostanti gli impianti (che non è detto sia un male,
ma anzi, sarebbe piuttosto una compensazione alle introduzioni
calde artificiali immesse da decenni nel golfo) e a causa della
clorazione del mare (peraltro già attuata senza tanto scalpore
da altri impianti molto più obsoleti e meno produttivi
presenti in zona, come la ferriera di Servola), l'atteggiamento
politico non può che essere positivo e magari propositivo.
Un atteggiamento cioè non solo di attesa di ulteriori informazioni
da parte di Endesa e Gas Natural o di valutazione di perizie,
che spesso non si spingono oltre alla semplice analisi del progetto,
ma anche di elaborazione di proposte complementari all'insediamento
dei rigassificatori che possano essere convenienti per il territorio.
Marco Gentili, Coordinatore regionale della
Rosa Nel Pugno.
Clara Comelli, Tesoriere della associazione
Radicali Perla Rosa.
Walter Mendizza e Christina Sponza,
Fondatori della associazione tecnosophia.org
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