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giugno 2006. Comunicato stampa congiunto con La Rosa Nel Pugno
Trieste.
TRIESTE E IL RIGASSIFICATORE GAS
NATURAL.
Sapevamo che sarebbe stato difficile ma non immaginavamo
che il primo confronto tra Gas Natural e la popolazione sarebbe
andato così male. Eppure, l'unica colpa che si può
attribuire ai rappresentanti della multinazionale, se proprio
vogliamo sforzarci di individuare delle responsabilità,
sta nel non essere riusciti a stabilire un rapporto di empatia
con i cittadini presenti all'incontro pubblico tenutosi la sera
del 5 giugno. D'altra parte, anche se era evidente un atteggiamento
emotivo e condizionato da molteplici pregiudizi, non è
corretto scaricare tutte le colpe nemmeno su chi, come gli abitanti
di questa porzione della provincia di Trieste, è stato
coinvolto in un processo consultivo soltanto in fase troppo avanzata.
Ecco quindi che le responsabilità di un clima di tensione
– che rischia di trasformarsi, anche con il contributo di
fomentatori ambientalisti, in una rissa del tipo di quelle già
viste in occasione del NO-TAV o del “no alle scorie radioattive”
di Scanzano Jonico – sono da attribuirsi ad una gestione
non correttamente pianificata, da parte del Governo e degli enti
locali, nei termini di una progressiva e soddisfacente informazione
(qualcuno ha forse avuto la possibilità, se non in qualche
sporadica conferenza, di conoscere i risultati delle indagini
commissionate da Comuni e Provincie? Perché non sono state
messe a disposizione magari su internet?).
Non vorremmo assistere, anche in provincia di Trieste, a quanto
già accaduto in provincia di Gorizia e nel monfalconese
e cioè a decisioni prese dai Consigli comunali e provinciali
non supportate dal massimo coinvolgimento della popolazione che,
se correttamente informata e resa consapevole della necessità
di diversificare al massimo l'approvvigionamento energetico, siamo
sicuri che, come noi, alla domanda “Rigassificatore?”
risponderebbe “Sì,... grazie!”.
Walter Mendizza e Christina Sponza.
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