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luglio 2006. Comunicato stampa di Christina Sponza e Walter Mendizza.
RIGASSIFICATORI: IL RISCHIO TERRORISMO C'E'.
QUELLO DEGLI AMBIENTALISTI.
Trieste. Con il passare dei giorni aumenta la strumentalizzazione
propagandistica della questione rigassificatori. Si è giunti
addirittura a paventare rischi di esplosioni e di attentati. Ci
domandiamo a chi giova questo comportamento così scorretto:
da una parte si hanno aziende che forniscono dati tecnici al vaglio
delle istituzioni, dall’altra, purtroppo, associazioni ambientaliste
che fanno leva sull’emotività senza il supporto di
alcun documento scientifico. Si tratta di una vera e propria propaganda
del terrore.
Certo, stiamo parlando di insediamenti di una certa importanza,
sottoposti a normative molto rigide che regolamentano manufatti
potenzialmente pericolosi. Tuttavia bisogna rendersi conto che
la pericolosità non è un valore inaccettabile in
assoluto ma deve essere ponderata in funzione dell’utilità
dell’impianto e proporzionata alle altre realtà,
molto spesso ben più pericolose, che ci circondano.
Pensate sia più facile, per un terrorista, arrecare un
danno ad un serbatoio protetto da un metro e mezzo di calcestruzzo
armato oppure compiere una strage in uno stadio affollato?
Ritenete più probabile che succeda un incidente ad una
nave gasiera o ad una autobotte piena di benzina che corre in
autostrada? Peraltro senza contare che mentre la prima non può
esplodere (trasportando metano liquefatto a 160 gradi sotto zero),
della innocuità della seconda saremmo meno sicuri.
Dar retta agli ambientalisti di questi tempi significa avere idee
confuse che vengono spacciate per lungimiranza politica. Ci auguriamo
quindi che, nella seduta di giovedì mattina, il Consiglio
comunale decida non solo in coscienza ma, soprattutto, con obiettività
e competenza.
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