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12 luglio 2006. Comunicato stampa di Christina Sponza e Walter Mendizza.

RIGASSIFICATORI: IL RISCHIO TERRORISMO C'E'.
QUELLO DEGLI AMBIENTALISTI.


Trieste. Con il passare dei giorni aumenta la strumentalizzazione propagandistica della questione rigassificatori. Si è giunti addirittura a paventare rischi di esplosioni e di attentati. Ci domandiamo a chi giova questo comportamento così scorretto: da una parte si hanno aziende che forniscono dati tecnici al vaglio delle istituzioni, dall’altra, purtroppo, associazioni ambientaliste che fanno leva sull’emotività senza il supporto di alcun documento scientifico. Si tratta di una vera e propria propaganda del terrore.

Certo, stiamo parlando di insediamenti di una certa importanza, sottoposti a normative molto rigide che regolamentano manufatti potenzialmente pericolosi. Tuttavia bisogna rendersi conto che la pericolosità non è un valore inaccettabile in assoluto ma deve essere ponderata in funzione dell’utilità dell’impianto e proporzionata alle altre realtà, molto spesso ben più pericolose, che ci circondano.
Pensate sia più facile, per un terrorista, arrecare un danno ad un serbatoio protetto da un metro e mezzo di calcestruzzo armato oppure compiere una strage in uno stadio affollato?
Ritenete più probabile che succeda un incidente ad una nave gasiera o ad una autobotte piena di benzina che corre in autostrada? Peraltro senza contare che mentre la prima non può esplodere (trasportando metano liquefatto a 160 gradi sotto zero), della innocuità della seconda saremmo meno sicuri.

Dar retta agli ambientalisti di questi tempi significa avere idee confuse che vengono spacciate per lungimiranza politica. Ci auguriamo quindi che, nella seduta di giovedì mattina, il Consiglio comunale decida non solo in coscienza ma, soprattutto, con obiettività e competenza.