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luglio 2006. Comunicato stampa di Christina Sponza.
RIGASSIFICATORI: NECESSARI SUBITO, ANCHE SENZA PIANO ENERGETICO.
Stupiscono le recenti dichiarazioni del ministro dell'Ambiente
Alfonso Pecoraro Scanio al meeting di San Rossore sull'energia.
L'apparente retromarcia sulla strategia della rigassificazione
è in conflitto non soltanto con le dichiarazioni del premier
Prodi ma anche con il programma del centro-sinistra che fa esplicito
riferimento a questa tecnologia.
Ci avviciniamo ad un'epoca di svolte, nella quale il
maggior consumo di energia è sempre meno controbilanciato
dalla facilità di approvvigionamento. Non solo le fonti
di idrocarburi fossili sono destinate ad esaurirsi naturalmente
ma la disponibilità è condizionata dalla politica
dei Paesi che ne posseggono i giacimenti (... e spesso non sono
Paesi che brillano per democrazia e affidabilità).
Diversificare al massimo le fonti e le tecnologie di utilizzo
può consentire di affrontare con maggiore elasticità
e prontezza i momenti di crisi, consentendo inoltre di privilegiare
nel corso del tempo scelte economicamente meno onerose. In questa
ottica, così come già evidenziato da alcune associazioni
ambientaliste, l'utilizzo di Gas Naturale Liquefatto proveniente
da nazioni alle quali non si sia vincolati da gasdotti fissi,
è una opzione che non si può trascurare. La conseguenza
ovvia è la necessità di dotarsi di apparecchiature
per la riconversione in gas del GNL trasportato via nave.
La “colpa” italiana sta nel non avere a disposizione
uno strumento di programmazione adeguato, per intenderci, un Piano
Energetico Nazionale visto che quello esistente è obsoleto
perché risalente agli anni '80; tuttavia, l'inadeguatezza
politica non può essere utilizzata come scusa per sospendere
lo sviluppo e l'adattamento delle produzioni energetiche alle
nuove esigenze di consumo che, anche se si intervenisse con massicce
iniziative di risparmio, sarebbero comunque destinate ad aumentare
nel corso degli anni.
Una pianificazione energetica nazionale, poi, dovrebbe essere
soltanto di copertura di uno standard minimo garantito e non di
limitazione alla possibilità di aziende private di insediare
impianti che avrebbero il benefico effetto di aumentare l'offerta
e di innescare meccanismi concorrenziali. Certo, a patto di rispettare
le norme di sicurezza ma per questo ci sono già leggi adeguate
e non servono i piani energetici.
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