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23 luglio 2006. Comunicato stampa di Christina Sponza.

RIGASSIFICATORI: NECESSARI SUBITO, ANCHE SENZA PIANO ENERGETICO.

Stupiscono le recenti dichiarazioni del ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio al meeting di San Rossore sull'energia. L'apparente retromarcia sulla strategia della rigassificazione è in conflitto non soltanto con le dichiarazioni del premier Prodi ma anche con il programma del centro-sinistra che fa esplicito riferimento a questa tecnologia.

Ci avviciniamo ad un'epoca di svolte, nella quale il maggior consumo di energia è sempre meno controbilanciato dalla facilità di approvvigionamento. Non solo le fonti di idrocarburi fossili sono destinate ad esaurirsi naturalmente ma la disponibilità è condizionata dalla politica dei Paesi che ne posseggono i giacimenti (... e spesso non sono Paesi che brillano per democrazia e affidabilità).

Diversificare al massimo le fonti e le tecnologie di utilizzo può consentire di affrontare con maggiore elasticità e prontezza i momenti di crisi, consentendo inoltre di privilegiare nel corso del tempo scelte economicamente meno onerose. In questa ottica, così come già evidenziato da alcune associazioni ambientaliste, l'utilizzo di Gas Naturale Liquefatto proveniente da nazioni alle quali non si sia vincolati da gasdotti fissi, è una opzione che non si può trascurare. La conseguenza ovvia è la necessità di dotarsi di apparecchiature per la riconversione in gas del GNL trasportato via nave.

La “colpa” italiana sta nel non avere a disposizione uno strumento di programmazione adeguato, per intenderci, un Piano Energetico Nazionale visto che quello esistente è obsoleto perché risalente agli anni '80; tuttavia, l'inadeguatezza politica non può essere utilizzata come scusa per sospendere lo sviluppo e l'adattamento delle produzioni energetiche alle nuove esigenze di consumo che, anche se si intervenisse con massicce iniziative di risparmio, sarebbero comunque destinate ad aumentare nel corso degli anni.

Una pianificazione energetica nazionale, poi, dovrebbe essere soltanto di copertura di uno standard minimo garantito e non di limitazione alla possibilità di aziende private di insediare impianti che avrebbero il benefico effetto di aumentare l'offerta e di innescare meccanismi concorrenziali. Certo, a patto di rispettare le norme di sicurezza ma per questo ci sono già leggi adeguate e non servono i piani energetici.