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04 agosto 2006. Comunicato stampa congiunto con la Rosa Nel Pugno FVG.

RIGASSIFICATORI: GIÀ CHE MI COSTA!

Trieste. Sorprende non poco l’articolo apparso su questo quotidiano [Il Piccolo di Trieste. Ndr] a firma del prof. Giacomo Costa il giorno martedì 25 luglio. Coglie alla sprovvista perché bisogna commentare il sorgere della logica con la constatazione che anche i professoroni o presunti tali possono scivolare in torno ai luoghi comuni più banali. Si può essere pro o contro il rigassificatore se si argomenta con razionalità, altrimenti qualsiasi posizione appare un’offesa all’intelligenza. Ad esempio la frase “non vi sono dati per giudicare…”; i dati ci sono eccome! Il problema è che bisogna cercarseli. La società Gas Natural li ha messi a disposizione addirittura l’anno scorso. Che colpa si può dare loro, se noi non li abbiamo cercati, non li abbiamo trovati, non li abbiamo letti? Con i mezzi che offre la tecnologia oggigiorno, nessuno ha fatto un clic per andare su internet? Passi che non lo faccia la massaia, ma non è scusabile inoperosità delle persone interessate, i consiglieri, gli studiosi, i giornalisti.

Il prof. continua: “mancano i piani per i gasdotti di collegamento con la rete…”. Cosa c’entra? Mica Gas Natural può fare un piano per il collegamento con la rete Snam? A che titolo? Questo è un problema della Snam, proprietaria della rete di gasdotti, è un problema nostro, locale, non di Gas Natural. Anche il millenarismo ambientalista tira fuori questa tiritera a mo’ di mantra: “manca il collegamento”. Ma se l’alternativa ai rigassificatori porta ad aumentare la nostra dipendenza dalla Russia favorendo il riallacciamento attraverso la Slovenia, mi dite come pensate di collegarvi dalla frontiera? Con tubi via etere? Il problema non è lo stesso? No, certo, perché in questo caso si favorirebbe la Slovenia.

Questo spiega perché gli sloveni vengono a manifestare in casa nostra contro i rigassificatori. Altro che solidarietà ecoambientale! E poi, consentiteci una battuta, se per caso questi gasdotti di collegamento non si dovessero fare, gli ambientalisti non dovrebbero essere soddisfatti? Avremmo ottenuto, gratis, un territorio bonificato (l’area ex Esso) senza spendere una lira ed in più non ci sarebbe alcuna gasiera a farci visita. Allora? Perché mettere il carro davanti i buoi? Perché questa mania di tirare sempre il freno a mano? Evidentemente facendo credere di battersi per i principii che non si hanno s’incassano cambiali in bianco in termini di voti perché si finge di preoccuparci per noi poveri cittadini incapaci di pensare con la nostra testolina.

Infine il professore dice che “la realizzazione di un rigassificatore è un concetto astratto fino a che le obiezioni sollevate dalle associazioni ambientaliste non saranno state dichiarate insussistenti sulla base di un esame tecnico autorevole e indipendente”. Smargiassate, d’accordo. Ma con una logica assurda: quella di dover tener conto, come in processo bagatellare, delle controversie di scarso rilievo proferite dalle associazioni pseudo ambientaliste. Cosa dire ad esempio del pericolo attentati? O del rischio di esplosione? Appaiono obiezioni poco fondate: non sarebbe più facile per un terrorista versare un bicchierino di antrace negli smistatori d’acqua? O farsi esplodere in uno stadio pieno? O attentare semplicemente ai tubi scoperti e vulnerabili del gas che sono esposti a vista d’occhio dappertutto? Invece chissà perché appare più facile sparare con un missile su un contenitore fatto di calcestruzzo di quasi due metri di spessore, vaticinando catastrofiche esplosioni laddove è noto che esplosioni non possono verificarsi perché il GNL non esplode! Allora, perché mai il nostro super terrorista premio Nobel in terrorismo nei cui confronti Bin Laden e Al Zarqawi sono dei pivellini, equipaggiato con armi da guerra fino ai denti, dovrebbe assumersi rischi dieci mila volte maggiori per vedere che tutto si riduce ad aver acceso il deposito come fosse un grosso accendino. Suvvia!

Dato che nessuna gasiera è mai esplosa, si sono dovuti fare esperimenti su vecchie navi gasiere sparando loro di proposito alcuni missili allo scopo di aprire delle falle… ebbene, anche in questo caso non c’è stata alcuna esplosione, il gas liquido si è semplicemente riversato in acqua ed è subito evaporato. E’ stato difficile persino appiccare l’incendio! Il fuoco (non lo scoppio) può avvenire soltanto in determinate condizioni ambientali e con una forbice di combustibile molto limitata, tra il 5 ed il 15%, e sapete qual è l’effetto? Cosa immette nell’atmosfera la produzione di questo incendio? Semplicemente acqua più anidride carbonica. Sì, il nostro esimio esperto, ex professore di chimica, l’unica cosa per la quale avrebbe avuto qualcosa da dire, non l’ha detta! E cioè che il metano CH4 combinato con l’ossigeno dell’aria (O2) dà come risultato due molecole: H2O – acqua e CO2 - anidride carbonica! E noi stiamo facendo tutto ‘sto chiasso per il rischio di immettere un po’ d’acqua nell’atmosfera? Altrimenti perché il metano sarebbe tra le fonti più pulite che esistono? E tale pulizia non riguarda solo la combustione ma anche il metano in sé! Ci siamo abituati a vedere le petroliere che attraversano il golfo pur sapendo che se una di esse si rompe provocherebbe un disastro ambientale impressionante, mentre siamo avversi alle gasiere che si spezzano molto più difficilmente (dato il triplo scafo blindato difatti non esistono casi di rotture) e anche se malauguratamente dovesse avvenire il gas semplicemente evaporerebbe senza causare alcun incidente!

Infine, la battuta tanto irriverente quanto inammissibile: Trieste, città di storia, commerci e cultura di livello troppo alto per ridursi a fare da portinaia del gas solo per ricevere la mancia. Alla faccia! Evidentemente alcuni triestini vivono sulla luna. Trieste ha un’età media della popolazione elevatissima, è la città più “vecchia” del mondo, alla ricerca disperata di un avvenire possibile tra un porto in perenne recessione e le industrie in continuo abbandono della città, con il sogno nel cassetto di una improbabile Montecarlo, questa nostra amata Trieste, decadente e disperata, sputa nell’unico piatto dove potrebbe mangiare, quello delle multiutilities! L’Acegas raddoppierebbe gli utili senza fare alcunché, un beneficio di milioni di euro che arrivano al Comune, suo principale azionista, per fare quello che la città vorrà, più scuole, più ospedali, più asili o semplicemente bollette meno salate. Tutto questo grazie alla sua posizione geopolitica, e si viene a dire che facciamo da portinai per ricevere la mancia? Ma per favore! Proferire queste frasi è una vergogna che farebbe arrossire un pomodoro da sugo. Sono pensieri che insultano quelli che devono spaccarsi la schiena per portarsi a casa a mala pena mille euro al mese, sono riflessioni che offendono i nostri giovani che scelgono di restare nella nostra città pur sapendo che non vedranno un lavoro a tempo indeterminato nemmanco con il cannocchiale.

Speriamo che nei prossimi inverni, all’“amico” Putin non gli passi per la testa di raddoppiare il costo del gas, giacché in tal caso emergerà tutta l’amara verità: che la veemenza gasfobica era solo una formula vuota, che nascondeva ipocrisia, cinismo e persino malafede.

Marco Gentili Coordinatore Regionale della Rosa Nel Pugno.
Walter Mendizza Segretario della associazione Tecnosophia.
Christina Sponza Presidente della associazione Tecnosophia.