28
settembre 2006. Comunicato stampa.
NUCLEARE E RIGASSIFICATORI.
Rispondo alle recenti dichiarazioni degli stimati esponenti del
Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare (CIRN), Paolo Fornaciari
e Giorgio Prinzi, che conobbi quando da membro della Giunta Nazionale
di Radicali Italiani m'interessavo delle questioni legate allo
sfruttamento dell'energia nucleare. Premetto che il mio interesse
in ambito Radicale è avvenuto in tempi successivi al fatidico
referendum dell'87 che fu inopportunamente sfruttato come arma
di propaganda anti-nucleare anche se, in verità, l'abbandono
di questa tecnologia avvenne ad opera di scelte governative posteriori
e non a causa diretta del referendum stesso.
Attualmente continuo a ritenere che la costruzione di centrali
nucleari in Italia sarebbe una scelta intelligente e meno ipocrita
rispetto all'importazione di energia elettrica prodotta all'estero
con medesimi impianti. Apprezzo le battaglie dell’ing. Fornaciari
e sono pronta ad iscrivermi alla sua associazione, dopo essere
stata in passato già iscritta alla Associazione Italiana
Nucleare.
Devo tuttavia dissentire dalle affermazioni del CIRN a proposito
dei rigassificatori.
Considerando il regime di libertà di produzione e commercializzazione
dell'energia, consapevole che comunque attualmente stiamo utilizzando
grandi quantità di gas metano importato da Russia e Algeria
e che gli impianti di rigassificazione sono proposti da società
private, trovo insensato sostenere che sarebbe meglio costruire
centrali nucleari piuttosto che rigassificatori. Non v’è
ragione di conflitto.
Al di là del fatto che se mi fosse chiesto dove preferirei
vivere, se nelle vicinanze di una centrale atomica o di un rigassificatore,
risponderei che apprezzerei entrambi i tecnologici paesaggi purché
lontana dalle centrali a carbone, da liberista convinta mi sembra
assai ridicolo pretendere di inibire un'iniziativa produttiva
privata che rispetti le norme. Sarà il mercato a stabilire
se le società proponenti i terminali di rigassificazione
saranno in grado di vendere la loro "merce". Magari
consentirà una maggiore elasticità di approvvigionamento
rispetto al monopolio comunista-islamico.
Al tempo stesso considero scientificamente poco corretto citare
gli incidenti avvenuti negli impianti di liquefazione del metano
(completamente diversi da quelli di rigassificazione), per sostenere
la pericolosità del GNL. Incidenti rilevanti a gasiere
non ne sono avvenuti e l'unico incidente di una certa gravità
accaduto ad un rigassificatore risale al periodo della seconda
guerra mondiale a causa di un difetto di costruzione.
Cari amici del CIRN, mi auguro che la battaglia per la diversificazione
energetica e la divulgazione di informazioni a cittadini e politici
sempre più lontani dalla cultura scientifica e tecnologica
non ci conduca nel campo dello scontro meramente propagandistico,
continueremmo a fare gli interessi di chi non vuole progredire
e a dar occasioni di strumentalizzazione ai soliti ambientalisti
della domenica.
Christina Sponza,
Presidente della Associazione Tecnosophia.
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