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3 luglio 2006. Di Marco Basset

SCORIE NUCLEARI E NUOVO PROGETTO MANHATTAN

Vorrei segnalarvi tre piccole cose in cui mi sono imbattuto in questi giorni che mi sembrano interessanti.

1) Ho dato un'occhiata al sito degli anarchici di Trieste visto che sapevo che erano impegnato contro la TAV, e tra i tanti articoli ne ho notato uno che mi sembra esemplificativo dell'atteggiamento di un certo ecologismo che non condivido. Nell'articolo si parla soprattutto delle scorie radioattive derivanti dalle centrali nucleari dismesse, quelle respinte da Scanzano Jonico. Ora anche a Saluggia, in Piemonte, alcuni gruppi si stanno dando da fare contro l'ipotesi di ampliare l'esistente magazzino per stoccare le scorie inizialmente destinate a Scanzano. Quello che salta all'occhio leggendo l'articolo e' che non c'e' la minima traccia di preoccupazione riguardo al posto dove si trovano ORA quelle scorie. Pare che l'importante sia che non vadano in un ALTRO posto (Scanzano, Saluggia o qualunque altro comune), anche se fosse piu' sicuro. Il mio timore e' che questi atteggiamenti portino qualche responsabile politico ad agire con minore trasparenza possibile... se quelle scorie finiranno in fondo al mediterraneo o in qualche paese africano saremo tutti contenti, l'iportante e' che non si sappia.

2) La sera che ho letto l'articolo di cui vi dicevo ho parlato con un mio "collega" (in realta' molto piu' esperto di me) dell'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), piemontese, che lavora per una terapia ai neutroni contro i tumori. Per queste ricerche, da non molto frequenta i centri di radioterapia di alcuni ospedali, e si diceva stupito della "leggerezza" con cui negli ospedali viene trattata la questione della protezione contro le radiazioni, e che spesso medici e tecnici si prendono, senza accorgersene, dosi di radiazione molto piu' elevate (e dannose) di quelle che sarebbero consentite per legge. E divagando un po' mi ha raccontato (senza che io gli chiedessi nulla) del fatto che in Piemonte, a Saluggia, c'e' un deposito di scorie nucleari (proprio quello di cui avevo letto il giorno stesso) costruito in una zona soggetta alle alluvioni. La cosa che piu' mi ha stupito e' che nell'articolo che avevo letto questa considerazione, che poteva essere seria, non c'era, e piuttosto c'erano vaghe considerazioni sul nucleare, visto come una specie di "mostro". Chissa' se venissero a sapere che un reattore nucleare (a scopi di ricerca) in Italia (a Pavia) e' effettivamente in funzione, cosa direbbero?
Una cosa molto interessante che mi ha detto questo mio "collega" e' che il ricercatore torinese Luca Zanini con altri ricercatori di varie parti d'Europa sta lavorando nei laboratori dello SPI di Zurigo ad un progetto per la "degradazione" delle scorie nucleari bombardandole con neutroni. Lo scopo e' quello di trasformare i nuclei pesanti, con un tempo si dimezzamento lungo (e quindi con una attivita' che cala lentamente, nel tempo di decine di migliaia di anni) in altri nuclei piu' leggeri con tempo di decadimento molto piu' breve, in modo che nel giro di poco tempo la sostanza perda quasi tutta la propria radioattivita'. Il progetto mi sembra interessante, visto che la questione scorie e' uno dei maggiori problemi per lo sfruttamento dell'energia nucleare.

3) Non molto tempo fa su Radio Radicale ho sentito uno spezzone di un intervento del ministro dell'universita' e della ricerca scientifica Fabio Mussi ad una assemblea della sua corrente nei Ds. Ad un certo punto ha parlato dei problemi ambientali ed energetici, e riguardo all'esaurimento delle riserve petrolifere e al forte aumento dei problemi ambientali proponeva l'utilizzo massiccio delle risorse scientifiche e tecniche a livello coordinato non solo nazionale ma europeo e mondiale. Ha parlato di un "Progetto Manhattan 2", rievocando il primo progetto Manhattan che era quello in cui nel 1945 il governo degli Stati Uniti grazie ad uno sforzo massiccio che coinvolse un sacco di scienziati e tecnici riusci' a costruire in pochissimo tempo la prima bomba atomica, risultato che altrimenti probabilmente non si sarebbe ottenuto se non in decine di anni. Stavolta lo scopo sarebbe ben diverso, ma l'idea di uno sforzo massiccio di questo tipo per risolvere problemi energetici ed ambientali invece di procedere timidamente ed in ordine sparso, non mi sembra una cattiva idea. Mussi, tra l'altro, e' quello che si e' affrettato a togliere il veto italiano sul finanziamento europeo per la ricerca sulle cellule staminali embrionali, ed quindi gli si puo' riconoscere un atteggiamento coerente su tutti i rami della ricerca scientifica, atteggiamento che condivido; e' vero che invece in tema di lavoro ha delle idee un po' antiquate, ma ognuno ha i suoi difetti...