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luglio 2006. Di Marco Basset
SCORIE NUCLEARI E NUOVO PROGETTO MANHATTAN
Vorrei segnalarvi tre piccole cose in cui mi sono imbattuto in
questi giorni che mi sembrano interessanti.
1) Ho dato un'occhiata al sito degli anarchici di Trieste visto
che sapevo che erano impegnato contro la TAV, e tra i tanti articoli
ne ho notato uno che mi sembra esemplificativo dell'atteggiamento
di un certo ecologismo che non condivido. Nell'articolo si parla
soprattutto delle scorie radioattive derivanti dalle centrali
nucleari dismesse, quelle respinte da Scanzano Jonico. Ora anche
a Saluggia, in Piemonte, alcuni gruppi si stanno dando da fare
contro l'ipotesi di ampliare l'esistente magazzino per stoccare
le scorie inizialmente destinate a Scanzano. Quello che salta
all'occhio leggendo l'articolo e' che non c'e' la minima traccia
di preoccupazione riguardo al posto dove si trovano ORA quelle
scorie. Pare che l'importante sia che non vadano in un ALTRO posto
(Scanzano, Saluggia o qualunque altro comune), anche se fosse
piu' sicuro. Il mio timore e' che questi atteggiamenti portino
qualche responsabile politico ad agire con minore trasparenza
possibile... se quelle scorie finiranno in fondo al mediterraneo
o in qualche paese africano saremo tutti contenti, l'iportante
e' che non si sappia.
2) La sera che ho letto l'articolo di cui vi dicevo ho parlato
con un mio "collega" (in realta' molto piu' esperto
di me) dell'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), piemontese,
che lavora per una terapia ai neutroni contro i tumori. Per queste
ricerche, da non molto frequenta i centri di radioterapia di alcuni
ospedali, e si diceva stupito della "leggerezza" con
cui negli ospedali viene trattata la questione della protezione
contro le radiazioni, e che spesso medici e tecnici si prendono,
senza accorgersene, dosi di radiazione molto piu' elevate (e dannose)
di quelle che sarebbero consentite per legge. E divagando un po'
mi ha raccontato (senza che io gli chiedessi nulla) del fatto
che in Piemonte, a Saluggia, c'e' un deposito di scorie nucleari
(proprio quello di cui avevo letto il giorno stesso) costruito
in una zona soggetta alle alluvioni. La cosa che piu' mi ha stupito
e' che nell'articolo che avevo letto questa considerazione, che
poteva essere seria, non c'era, e piuttosto c'erano vaghe considerazioni
sul nucleare, visto come una specie di "mostro". Chissa'
se venissero a sapere che un reattore nucleare (a scopi di ricerca)
in Italia (a Pavia) e' effettivamente in funzione, cosa direbbero?
Una cosa molto interessante che mi ha detto questo mio "collega"
e' che il ricercatore torinese Luca Zanini con altri ricercatori
di varie parti d'Europa sta lavorando nei laboratori dello SPI
di Zurigo ad un progetto per la "degradazione" delle
scorie nucleari bombardandole con neutroni. Lo scopo e' quello
di trasformare i nuclei pesanti, con un tempo si dimezzamento
lungo (e quindi con una attivita' che cala lentamente, nel tempo
di decine di migliaia di anni) in altri nuclei piu' leggeri con
tempo di decadimento molto piu' breve, in modo che nel giro di
poco tempo la sostanza perda quasi tutta la propria radioattivita'.
Il progetto mi sembra interessante, visto che la questione scorie
e' uno dei maggiori problemi per lo sfruttamento dell'energia
nucleare.
3) Non molto tempo fa su Radio Radicale ho sentito uno spezzone
di un intervento del ministro dell'universita' e della ricerca
scientifica Fabio Mussi ad una assemblea della sua corrente nei
Ds. Ad un certo punto ha parlato dei problemi ambientali ed energetici,
e riguardo all'esaurimento delle riserve petrolifere e al forte
aumento dei problemi ambientali proponeva l'utilizzo massiccio
delle risorse scientifiche e tecniche a livello coordinato non
solo nazionale ma europeo e mondiale. Ha parlato di un "Progetto
Manhattan 2", rievocando il primo progetto Manhattan che
era quello in cui nel 1945 il governo degli Stati Uniti grazie
ad uno sforzo massiccio che coinvolse un sacco di scienziati e
tecnici riusci' a costruire in pochissimo tempo la prima bomba
atomica, risultato che altrimenti probabilmente non si sarebbe
ottenuto se non in decine di anni. Stavolta lo scopo sarebbe ben
diverso, ma l'idea di uno sforzo massiccio di questo tipo per
risolvere problemi energetici ed ambientali invece di procedere
timidamente ed in ordine sparso, non mi sembra una cattiva idea.
Mussi, tra l'altro, e' quello che si e' affrettato a togliere
il veto italiano sul finanziamento europeo per la ricerca sulle
cellule staminali embrionali, ed quindi gli si puo' riconoscere
un atteggiamento coerente su tutti i rami della ricerca scientifica,
atteggiamento che condivido; e' vero che invece in tema di lavoro
ha delle idee un po' antiquate, ma ognuno ha i suoi difetti...
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