7
luglio 2006. Di Renzo Riva
referente Alt(r)o Friuli Socialisti
2005 Fvg
[Articolo pubblicato su gentile concessione
dell'autore]
Pubblicato su
IL
GAZZETTINO. Pubblicato su
L'OPINIONE
del 21/07/2006
RISPARMIO ENERGETICO
Lo spegnimento degli apparecchi in stand-by e quindi delle relative
lampade spia sono poca cosa in confronto allo spreco di qualsiasi
fotocellula dei cancelli comandati elettricamente.
Il circuito elettrico è mantenuto sempre sotto tensione
alimentando di continuo il trasformatore da 220 Vac a 24 Vac poi
raddrizzata in continua per alimentare le fotocellule ed altre
tensioni per gli elementi di trasmissione e ricezione nonché
l’alimentazione di schede elettroniche tra le quali quella
di ricezione del treno d’impulsi del telecomando.
Ebbene il trasmettitore ed il ricevitore della fotocellula sono
sempre in funzione anche quando non serve la loro funzione di
sicurezza ovvero a cancello chiuso e aperto.
L’azione di sicurezza della fotocellula è richiesta
solo nella fase della manovra di chiusura quindi per un limitatissimo
tempo nell’arco della giornata.
In pratica si ipotizzino dieci operazioni di manovra di apertura
e conseguente richiusura. Ogni richiusura chiede l’efficienza
ed il controllo attraverso il fascio della fotocellula che protegge
l’area di manovra delle ante, basculanti o scorrevoli dei
relativi cancelli e richiede per ognuna di esse un tempo massimo
di circa 30 secondi.
Secondi 30 x 10 manovre danno come risultato 300 secondi cioè
cinque minuti.
Per tutto il restante tempo della giornata ovvero 24 ore meno
5 minuti la fotocellula rimane inutilmente alimentata.
Una coppia Tx/Rx di fotocellula consuma al minimo circa 50 mA
con una tensione di 24 Vcc pari ad una potenza di 1,2 Watt.
Watt 1,2 x 24 Ore x 365 giorni/anno = 10.512 Watt e cioè
circa 10,5 Kw anno per ogni cancello.
Per 1.000.000 di cancelli saranno pertanto consumati 10.500 Mw
pari ad una potenza istantanea impegnata di 1,2 Mw.
Con i conti della serva ciò significa che dei 56.000 Mw
massimi che il servizio elettrico nazionale può fornire
1,2 Mw sono costantemente impegnati per le fotocellule dei cancelli
non operativi.
La soluzione tecnica esiste e consiste nel concepire una nuova
circuitazione per l’alimentazione delle fotocellule che
devono essere attivate solamente per il tempo di necessario funzionamento
delle stesse che oltre tutto potranno durare quasi in eterno.
Lo stesso dicasi per tutte le lampadine (di solito a siluro) di
circa 3 Watt che illuminano ogni nome su tutti i citofoni. Basterebbe
un semplice pulsante con ritorno a molla, oppure un interruttore
di prossimità temporizzato, che potrebbe essere azionato
alla bisogna. In questo caso il risparmio sarebbe pari a 30.000.000
utenti x 3 Watt x 24 ore/giorno x 365 giorni/anno = 788.400 Mw
anno.
Ciò significa che, continuando con i conti della serva
volutamente in difetto, dei 56.000 Mw massimi che il servizio
elettrico nazionale può fornire 90 Mw sono costantemente
impegnati per l’illuminazione di ogni utenza citofonica.
Le industrie dei cancelli automatici e dei citofoni sono pregate
di prenderne nota.
Nel frattempo sarebbe opportuno che i Ministeri dell’Industria
e dell’Ambiente istituissero ad hoc una commissione tecnica
per emanare direttive tecniche costruttive coercitive orientate
al perseguimento del risparmio energetico.
Per esempio, ed in un altro campo, la legislazione francese detta
delle norme tassative e coercitive al riguardo dell’isolamento
termico degli edifici che nella maggior parte sono riscaldate
con l’energia elettrica nonostante siano autosufficienti
con i loro 59 reattori nucleari.
L’Italia di converso, poco seria, dipendente dall’estero
per lo 80% delle fonti energetiche (si ricorda l’importazione
del 18% di energia elettrica da nucleare), sta ancora compiendo
i primi passi in tal senso. A Bolzano che invece è una
provincia autonoma esiste già da anni una regolamentazione
in tal senso.
Anche in questo caso l’autodeterminazione ha determinato
una legislazione locale che già da anni ha dato le necessarie
risposte ai reali problemi di quella entità territoriale.
A buon intenditore basti quanto scritto sopra.
Ogni persona d’altronde vede lo spreco notturno dell’
illuminazione pubblica e conseguente inquinamento luminoso della
volta celeste che tanto disturba gli astrofili (da non confondersi
con gli astrologi).