14
luglio 2006. Di
Giorgio
Prinzi. Pubblicato su
AGENZIA
RADICALE
[Articolo pubblicato su gentile
concessione dell'autore e di Agenzia Radicale]
INCHIESTA SULLA PERCEZIONE ENERGETICA
L’opinione pubblica pensa attraverso le convinzioni che
gli sono state indotte dai mezzi di comunicazione, in particolare
dai giornali e dalla televisione, e se una indagine viene ripetuta
in tempi diversi con le stesse identiche domande su un campione
omologo del precedente (o dei precedenti) l’effetto viene
rilevato in correlazione diretta con l’orientamento divulgato
dalla stampa in quel periodo.
La constatazione, per alcuni versi lapalissiana, ha trovato conferma
scientifica in una indagine demoscopia della Fondazione Eni “
Enrico
Mattei” dal titolo “Osservatorio sulla percezione
delle questioni energetiche” che il dottor
Alessandro
Lanza Direttore Esecutivo della Fondazione Eni “Enrico
Mattei” ci ha cortesemente fatto pervenire in prospettiva
del Congresso Mondiale dell’Energia che si terrà
a Roma dall’11 al 15 novembre 2007 e vedrà la partecipazione
di rappresentanti delle maggiori istituzioni internazionali, dei
CEO delle maggiori società dell’industria energetica
mondiale, di delegazioni provenienti dai cento paesi membri del
WEC (World Energy Council) – di cui il WEC Italia, l’Ente
organizzatore presieduto da Chicco Testa, è membro fondatore
dal 1923 – di ricercatori e studiosi provenienti da tutto
il mondo.
Lo studio, di cui qui si anticipano alcuni risultati salienti,
verrà presentato martedì prossimo 18 luglio nel
corso dell’incontro “
Informazione ed Energia”,
promosso e organizzato da Wec Italia in preparazione della conferenza
mondiale di novembre, che si svolgerà a Roma, presso la
Sala Auditorium dell’Enel (Viale Regina Margherita 125)
dalle ore 10,00 alle ore 13,00.
Il convegno che verrà introdotto da una relazione del Presidente
di Wec-Italia
Gilberto Callera e dalla illustrazione
dello studio “Osservatorio sulla percezione delle questioni
energetiche” a cura del Direttore Esecutivo della Fondazione
Eni “Enrico Mattei” Alessandro Lanza.
Farà seguito una tavola rotonda sul tema moderata da
Chicco
Testa, Presidente del Comitato Organizzatore di “Roma
2007”, alla quale parteciperanno
Pierluigi Magnaschi,
Direttore Ansa,
Roberto Napoletano, Direttore
“Il Messaggero”,
Gianluca Comin,
Direttore Comunicazione Enel,
Stefano Lucchini,
Direttore Relazioni Istituzionale Comunicazione Eni,
Vittorio
Meloni, Direttore Relazioni Esterne Banca Intesa,
Maurizio
Sandri, Direttore Comunicazione Acea.
L“Osservatorio sulla percezione delle questioni energetiche”,
sui cui risultati entreremo nel dettaglio dopo la sua illustrazione
di martedì 18, è un’indagine iniziata nell’anno
2004, con due rilevazioni annuali.
La ricerca, ripetuta semestralmente, ha come obiettivo lo studio
degli atteggiamenti dei cittadini nei confronti del tema dell’energia
nei suoi aspetti economici, ambientali, sociali, culturali.
L’indagine ha adottato un approccio qualitativo-quantitativo.
In ogni edizione, per la fase qualitativa sono stati organizzati
e condotti 2 focus groups, uno a Milano e uno a Roma, con responsabili
degli “acquisti energetici” familiari, maschi e femmine
nella fascia centrale di età (25-55 anni).
Per la fase quantitativa si sono effettuate 1000 interviste
CATI
(Computer Aided Telephone Interviewing), ad un campione rappresentativo
nazionale della popolazione adulta italiana (over 18 anni).
Per le interviste è stato utilizzato un questionario strutturato,
composto da circa 30 domande (delle quali una minima parte varia
in ogni edizione per approfondire il tema energetico contingente
più rilevante) oltre a quelle relative alle caratteristiche
socio-economiche individuali
Le domande al quale è stato chiesto di rispondere al gruppo
rappresentativo nazionale riguardano le seguenti tematiche: la
conoscenza delle principali fonti di energia; il mercato dell’energia:
conoscenza e valutazione; la bolletta energetica; il risparmio
energetico; la situazione energetica italiana; l’aumento
del prezzo del petrolio; l’inquinamento atmosferico; l’utilizzo
di centrali nucleari; il Protocollo di Kyoto; il miglioramento
della situazione energetica italiana
Riferiamo solo di alcuni dati delle considerazioni conclusive,
testualmente ripresi dal documento “Osservatorio sulla percezione
delle questioni energetiche”, per non bruciare con eccessive
anticipazioni la presentazione di martedì prossimo.
I principali risultati emersi dalla prima fase del 2006 dell’osservatorio
sulla percezione delle questioni energetiche in Italia sono così
riassumibili: cresce la quota di quanti sanno definire correttamente
una fonte di energia rinnovabile (dal 40% al 46%); sole, vento
e acqua si confermano le fonti energetiche più immediatamente
associate al concetto di “rinnovabilità”; rimangono
elevate, e stabili rispetto alle passate rilevazioni, le preoccupazioni
per possibili aumenti futuri dei prezzi dell’energia: la
gran parte degli italiani pensa che i costi per l’energia
siano destinati ad innalzarsi ulteriormente.
Aumenta invece la percezione di quanto tali costi incidano sul
bilancio familiare, la bolletta energetica dichiarata è
infatti molto superiore a quella delle passate fasi di ricerca;
il carburante resta la voce maggiormente accusata dei rincari,
tuttavia con una percentuale di citazioni decrescente rispetto
al passato, mentre crescono le preoccupazioni relative al gas
e al riscaldamento, forse in conseguenza della cosiddetta “emergenza
gas” dell’ultimo inverno.
Si conferma elevata la quota di quanti dichiarano di adottare
comportamenti atti a contenere i consumi energetici (82%), soprattutto
tra le persone con famiglia; tuttavia diminuisce la percentuale
di quanti pensano di porre maggiore attenzione al risparmio energetico
in futuro: sembra quindi diffusa la percezione di “fare
già abbastanza” a riguardo.
Aumenta la percezione della criticità della situazione
energetica italiana risulta assai scarsa la conoscenza di cosa
sia un rigassificatore; coloro che ne sono consapevoli sono tendenzialmente
favorevoli a una loro istallazione, ma sul totale degli intervistati
questa strategia non riscontra particolari favori.
Per quello che riguarda le fonti dell’inquinamento atmosferico,
il principale imputato resta il traffico automobilistico, tuttavia
cresce la consapevolezza del grado di inquinamento causato dai
processi di produzione dell’energia elettrica.
Continua a crescere il consenso verso la riapertura delle centrali
nucleari dismesse, curiosamente però questa ipotesi viene
ritenuta sempre meno probabile per lo scenario italiano; nonostante
il favore registrato verso le fonti energetiche rinnovabili come
possibile soluzione ai problemi energetici, il costo aggiuntivo
che gli intervistati sarebbero disposti a sostenere per il loro
utilizzo risulta assai scarso e in diminuzione rispetto alle passate
rilevazioni (pari solo al 6% mensile).
La conoscenza relativa al protocollo di Kyoto rimane costante
rispetto alle precedenti rilevazioni e cioè pari al 40%
del campione, così come resta costante la fiducia riposta
in questo accordo internazionale, ritenuto in grado di migliorare
la situazione del pianeta da circa due terzi del campione.
Grazie al dottor
Alessandro Lanza, Direttore
Esecutivo della Fondazione Eni “Enrico Mattei” e alla
mediazione della dottoressa
Camilla Chizzola
dell’Ufficio Stampa della manifestazione, Agenzia Radicale
è riuscita a fornire queste anticipazioni.