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8 agosto 2006. Di Christina Sponza

LETTERA A "IL PICCOLO"

Ringrazio Ladi Minin di Libertà e autonomia per il Fvg per la ragionevole lettera "Rigassificatori: evitare di fomentare allarmismi" pubblicata il giorno 8 agosto.

Nella direzione auspicata dall'amco Ladi metto a disposizione la sezione "speciale gas e rigassificatori" del sito internet della associazione che rappresento, per l'inserimento di documenti tecnici e materiale di documentazione relativo agli altri impianti esistenti al mondo.

Tengo a sottolineare, tuttavia, che non è possibile prescindere da considerazioni di tipo politico. Non ovviamente in relazione alla tanto citata questione del far diventare Trieste polo energetico o meno, perché un rigassificatore delle dimensioni di quelli proposti non altererà in alcun modo (purtroppo) l'identità di una città sempre meno polo strategico di qualcosa. Mi riferisco, invece, a considerazioni politiche che tengano conto del quadro internazionale.

Con l'asse Russia-Algeria derivante dall'accordo tra i due giganti del gas, Gazprom e Sonatrach, c'è poco da stare allegri. Il monopolio di fatto e la potenzialità di controllo che acquisiscono due paesi, che non brillano certo per affidabilità e democrazia, rischia di far precipitare l'Italia in un futuro di totale schiavitù energetica. Evidentemente non potranno essere la soluzione a tutti i nostri bisogni soltanto un paio di rigassificatori che, tuttavia, daranno un minimo di autonomia e di capacità di contrattazione sul prezzo di acquisto del metano. Penso che sia un bene per Trieste non perdere l'occasione di assumere un ruolo strategico nella gestione di quella che in un prossimo futuro sarà una delle principali cause di conflitto tra i popoli: l'approvvigionamento energetico.