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novembre 2006. Di Christina Sponza
INTERVENTO AL CONGRESSO DI RADICALI ITALIANI.
COMMISSIONE ENERGIA - AMBIENTE
La questione energetica è di fondamentale importanza
e su questa potrebbe addirittura essere incentrata la mozione
congressuale di Radicali Italiani. Soprattutto in un momento,
come questo, in cui stanno venendo concretamente allo scoperto
le deficienze dell’apparato di produzione/importazione di
energia nel nostro Paese.
Se non sarà garantita una capacità di approvvigionamento
energetico sempre crescente, ne risentiranno lo sviluppo delle
attività produttive, il progresso tecnologico, la qualità
della vita.
Il tanto invocato Piano Energetico Nazionale
è un obiettivo politico da perseguire, a meno che il Piano
non si trasformi in rigida pianificazione. Il Piano Energetico
dovrebbe essere uno strumento per garantire uno standard
minimo, una dotazione di impianti o previsione di capacità
d’importazione almeno sufficiente a coprire,
con costanza ed efficienza, il fabbisogno nazionale senza però
imporre tetti massimi.
In un ottica di liberismo, eventuali sovrapproduzioni non dovrebbero
essere scongiurate ma addirittura incoraggiate, per indurre l’esportazione.
Unico limite sarà il rispetto delle norme ambientali, soprattutto
nella fase più critica di controllo degli impianti in esercizio.
Per giungere al Piano Energetico è necessario un approfondito
studio, senza preclusioni ideologiche. In questa ottica mi sembra
limitante un approccio che ricalchi le posizioni degli Amici Della
Terra che a livello locale hanno un atteggiamento irresponsabile
simile a quello di Verdi, WWF, Legambiente e a livello nazionale
non sembra abbiano condotto, in tempi recenti, iniziative politiche
incisive.
Perché questo studio sia significativo e concreto è
necessario che il Paese si doti di tutte le tecnologie di produzione
energetica, anche le più discusse, da quella nucleare alla
termovalorizzazione. Soltanto allora sarà possibile privilegiarne
una piuttosto che l’altra.
All’interno di Radicali Italiani questo percorso di studio,
nella direzione della proposta di un piano energetico, può
essere la conseguenza:
- di un lavoro di suddivisione dei compiti e di promozione dell’approfondimento
scientifico, tecnico e politico di tutte le questioni
energetiche;
- dell’utilizzo dello strumento dell’”appello”
per sviscerare e mettere in evidenza le tendenze politiche in
atto, talvolta non evidenti, e che spesso sono opposte a quelle
propagandate dalle associazioni ambientaliste;
- di una costante attività di informazione
al pubblico dei progressi raggiunti.
Come esempio di metodo porto l’esperienza della associazione
no-profit di cui sono Presidente, Tecnosophia (www.tecnosophia.org),
co-fondata con Walter Mendizza.
L’associazione sta perseguendo una attività di approfondimento
della questione rigassificatori, a partire dall’esperienza
esemplare della regione Friuli Venezia Giulia dove sono stati
presentati i progetti di due terminal.
Alla raccolta di informazioni tecniche e divulgazione si è
accompagnata la redazione di un manifesto-appello nazionale “pro-rigassificatori”
(che si allega) tutt’ora aperto e già sottoscritto
dall’on. Stefano Saglia (AN), vicepresidente della Commissione
Attività Produttive, e da Giuseppe Vatinno, responsabile
energia dell’Italia Dei Valori e redattore del programma
elettorale dell’Ulivo per quanto riguarda la materia dell’energia.
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