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3 novembre 2006. Di Christina Sponza

INTERVENTO AL CONGRESSO DI RADICALI ITALIANI.
COMMISSIONE ENERGIA - AMBIENTE

La questione energetica è di fondamentale importanza e su questa potrebbe addirittura essere incentrata la mozione congressuale di Radicali Italiani. Soprattutto in un momento, come questo, in cui stanno venendo concretamente allo scoperto le deficienze dell’apparato di produzione/importazione di energia nel nostro Paese.
Se non sarà garantita una capacità di approvvigionamento energetico sempre crescente, ne risentiranno lo sviluppo delle attività produttive, il progresso tecnologico, la qualità della vita.

Il tanto invocato Piano Energetico Nazionale è un obiettivo politico da perseguire, a meno che il Piano non si trasformi in rigida pianificazione. Il Piano Energetico dovrebbe essere uno strumento per garantire uno standard minimo, una dotazione di impianti o previsione di capacità d’importazione almeno sufficiente a coprire, con costanza ed efficienza, il fabbisogno nazionale senza però imporre tetti massimi.
In un ottica di liberismo, eventuali sovrapproduzioni non dovrebbero essere scongiurate ma addirittura incoraggiate, per indurre l’esportazione. Unico limite sarà il rispetto delle norme ambientali, soprattutto nella fase più critica di controllo degli impianti in esercizio.

Per giungere al Piano Energetico è necessario un approfondito studio, senza preclusioni ideologiche. In questa ottica mi sembra limitante un approccio che ricalchi le posizioni degli Amici Della Terra che a livello locale hanno un atteggiamento irresponsabile simile a quello di Verdi, WWF, Legambiente e a livello nazionale non sembra abbiano condotto, in tempi recenti, iniziative politiche incisive.

Perché questo studio sia significativo e concreto è necessario che il Paese si doti di tutte le tecnologie di produzione energetica, anche le più discusse, da quella nucleare alla termovalorizzazione. Soltanto allora sarà possibile privilegiarne una piuttosto che l’altra.

All’interno di Radicali Italiani questo percorso di studio, nella direzione della proposta di un piano energetico, può essere la conseguenza:
- di un lavoro di suddivisione dei compiti e di promozione dell’approfondimento scientifico, tecnico e politico di tutte le questioni energetiche;
- dell’utilizzo dello strumento dell’”appello” per sviscerare e mettere in evidenza le tendenze politiche in atto, talvolta non evidenti, e che spesso sono opposte a quelle propagandate dalle associazioni ambientaliste;
- di una costante attività di informazione al pubblico dei progressi raggiunti.

Come esempio di metodo porto l’esperienza della associazione no-profit di cui sono Presidente, Tecnosophia (www.tecnosophia.org), co-fondata con Walter Mendizza.
L’associazione sta perseguendo una attività di approfondimento della questione rigassificatori, a partire dall’esperienza esemplare della regione Friuli Venezia Giulia dove sono stati presentati i progetti di due terminal.
Alla raccolta di informazioni tecniche e divulgazione si è accompagnata la redazione di un manifesto-appello nazionale “pro-rigassificatori” (che si allega) tutt’ora aperto e già sottoscritto dall’on. Stefano Saglia (AN), vicepresidente della Commissione Attività Produttive, e da Giuseppe Vatinno, responsabile energia dell’Italia Dei Valori e redattore del programma elettorale dell’Ulivo per quanto riguarda la materia dell’energia.