1
aprile 2008. Di Walter Mendizza
UNA PANZANA GRANDE COME UN ICEBERG
Nel 1985 uscì il libro “La prevalenza del cretino”
di Fruttero & Lucentini, che poi fece parte di una trilogia
assieme a “La manutenzione del sorriso” ed “Il
ritorno del cretino” (pubblicati tutt'e tre da Mondadori).
Sono i libri nei quali Fruttero & Lucentini hanno registrato
per tre decenni con sconsolata ironia i danni e le brutture che
il Cretino, figura proteiforme e infaticabile, infligge al mondo
nel quale abitiamo. Ad esempio, vengo a sapere che il più
grande e costoso acceleratore del mondo costruito al Cern di Ginevra
per decifrare la natura dell’Universo potrebbe non entrare
in funzione nei mesi prossimi come stabilito per uno strano caso
giudiziario nato, addirittura, alle Hawaii. Qui, due signori,
Walter L.Wagner e Luis Sancho, hanno presentato un ricorso contro
la supermacchina europea sostenendo che gli esperimenti immaginati
«potrebbero creare un buco nero capace di mangiarsi la Terra
e forse l’intero Universo». In definitiva, costoro
sostengono che gli scienziati non hanno indagato a sufficienza
le conseguenze del loro prossimo lavoro. L’accusa è
pesante. La Federal District Court di Honolulu, che non poteva
ignorare l’esposto, ha avviato il 21 marzo il procedimento
fissando un primo incontro con le parti il 16 giugno prossimo.
Il portavoce del Cern precisa che il tribunale di Honolulu non
ha alcun potere per interdire le attività in Europa e che
comunque già due indagini hanno dimostrato la sicurezza
delle ricerche. Inoltre, per togliere ogni possibile dubbio residuo,
una terza è in corso e sta per essere completata e sarà
discussa il prossimo 6 aprile. Ma Wagner non si preoccupa delle
affermazioni provenienti dalla Svizzera e si dice sicuro questa
volta di arrivare ad un risultato. «Perché —
spiega—al progetto collaborano anche il Fermi National Accelerator
Laboratory e l’Energy Department americani fornendo dei
magneti superconduttori. Quindi su di loro il tribunale federale
può far sentire la sua azione bloccando di conseguenza
la grande macchina». Egli chiede che il giudice ordini l’interruzione
delle operazioni di accensione fino a che gli scienziati non produrranno
un rapporto definitivo e dettagliato sulla sicurezza che a suo
avviso «ancora non esiste». Viene da chiedersi in
questa disputa chi è il cretino prevalente, dato che non
si sa se sono più cretini i donchisciotteschi Wagner e
Sancho o è più cretina la richiesta della corte
di Honolulu o magari il portavoce del Cern che cerca di giustificarsi.
La verità è che si vuole esportare in Europa ciò
che è naturale negli Stati Uniti: la guerra alla scienza
e la fede nell’irrazionale. Spesso negli Usa i nemici di
Darwin, finiscono davanti al giudice. Dobbiamo evitare che in
Europa possa accadere una cosa simile.
Non sarà facile, perché richiedere che gli scienziati
producano un rapporto definitivo e dettagliato sulla sicurezza
è cosa pressoché impossibile. Si può far
dire a qualsiasi gruppo di scienziati qualsiasi cosa, perché
ogni numero, ogni parametro può essere interpretato alla
luce di particolari modelli che ciascuno scienziato ha diritto
di farsi per conto proprio. In una giungla di babele di numeri,
di incognite, la paura di sbagliare farà facile preda nei
cuori dei seguaci della religione ambientalista che si organizzeranno
per fare pressione politica e boicottare il battesimo del sincrotrone
del Cern. La religione ambientalista è quella resa orfana
dall’ideologia comunista e che trova consolazione nell’educazione
buonista della c.d. “cultura verde” e dagli ambientalisti
dal nichilismo di salotto: quelli che cavalcano la cultura dell’impedire.
Costoro si appoggiano ai mezzi di informazione che quando possono
la “sparano grossa”.
Ad esempio è da questi giorni la notizia dell’iceberg
staccatosi in Antartide dal Wilkins Ice Shelf che è lungo
41 km e largo 2,4. Ebbene, questo iceberg sembra abbia per la
stampa una superficie di 405 kmq invece dei normali 41 x 2,4 =
98,4 Km quadrati. Da qui a dire che l’iceberg ha una superficie
equivalente a 7 Manhattan, il passo è breve: a ciascuno
stadio della notizia si aggiunge una peracentuale in più:
Manhattan = 80 kmq; 80x7=560 kmq che (rispetto ai 405 già
gonfiato del 411% se confrontato alla superficie vera di 98,4
kmq) ci dà un incremento del (560-405)/405 = 38,27%.
Fruttero e Lucentini volevano simpaticamente denunciare come la
nostra vita quotidiana sia dominata o condizionata nei suoi snodi
decisivi dalla presenza di un cretino. Uno qualsiasi. Uno a caso.
Non cattivo e nemmeno temporaneamente in malafede. Ma semplicemente,
tecnicamente, un cretino. Teorizzarono anche come per il cretino,
per molteplici ragioni, le porte della carriera siano normalmente
più aperte che per gli altri. Poi c’è il fatto
che la stragrande maggioranza dei lettori e dei telespettatori,
beve tutto quello che legge e vede, senza neanche più porsi
delle domande. Del resto potrebbe anche essere giusto che sia
così. Se tutti guardassero con consapevolezza le notizie,
le redazioni sarebbero inondate di lettere di protesta perché
è diritto di tutti i cittadini avere una informazione corretta,
oltre che completa e quindi contestualizzata.
Se le dimensioni dell’iceberg fossero state contestualizzate,
la notizia non sarebbe più stata tale e di conseguenza
non avrebbe avuto alcun valore:
• a fine dell’estate è assolutamente un fenomeno
naturale la formazione di iceberg.
• Dall’Antartide si sono staccati nel 1998, nel 2000,
nel 2002 e nel 2005: nel 2000 l'iceberg aveva una superficie di
11.000 kmq (oltre 110 volte più grande di quello di questi
giorni) e nel 1956 si staccò addirittura un iceberg di
31mila kmq.
• In Antartide non c’è alcun aumento delle
temperature e non c’è nessuno scioglimento globale
dei ghiacciai, come ha spiegato in questi giorni Aldo Meschiari
su Meteogiornale.it (1)
Diceva Arthur Schopenhauer: “Non esiste opinione, per quanto
assurda, che gli uomini non abbracceranno prontamente non appena
essi giungano alla convinzione che sia accettata universalmente.”
Questo è il lavoro che fanno i media: farti abbracciare
le loro opinioni facendoti credere che sono accettate universalmente.
Da là in poi, è un gioco da bambini farti credere
che un iceberg si è staccato dall’Antartide a causa
del riscaldamento della terra… peccato però che i
ghiacci in Antartide non possano sciogliersi dall’alto,
come ci spiega A. Meschiari, al massimo il riscaldamento potrebbe
venire dal basso a causa di correnti marine calde o attività
geotermica molto pronunciata.
(1) Aldo Meschiari: “Intanto bisognerebbe partire da
una certezza: i ghiacci marini antartici stanno aumentando già
da molti anni. Inoltre la massa ghiacciata del continente bianco
sta perdendo, secondo i dati satellitari, solo un milionesimo
della sua totalità ogni anno. Cioè nulla. Alcuni
studi cercano poi di spiegare questa perdita di ghiaccio, che
non è dovuta alle alte temperature, come i media in modo
ingenuo e ignorante fanno pensare. L'Antartide è il luogo
più freddo della Terra, e spesso la massa ghiacciata è
posizionata ad altezze che arrivano anche a 3000 metri. Nulla
si può sciogliere quando la temperatura rimane costantemente
alcune decine di gradi sotto lo zero. Al massimo il riscaldamento
può venire dal basso: forse a causa di correnti marine
calde, oppure, come alcuni hanno ipotizzato, a causa di un'attività
geotermica molto pronunciata”. |