|› ASCOLTA ASCOLTA Cliccare per ascoltare la lettura del testo (assicurarsi di aver tolto il blocco pop-up). Per informazioni su questo servizio, contattaci.





tecnosophia.org


associazione no-profit per la promozione della Scienza, della Tecnologia e dell'Ecologia Razionale
non-profit organization for the promotion of Science, Technology and Rational Ecology
asociación sin fines de lucro para la promoción de la Ciencia, de la Tecnología y de la Ecología Racional


Tecnosophia è una ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale)
email: infochiocciolinatecnosophia.org - C.F. 90029350312 - Fax: +391782710677 - © 2006 h-design.org



 
 
5 giugno 2008. Di Walter Mendizza. (Pubblicato su Il Piccolo di Trieste).

KRSKO: E ADESSO CHI LI SENTE GLI AMBIENTALISTI DELLA DOMENICA?

La notizia dell’incidente nella centrale nucleare di Krsko, in Slovenia, è arrivata come una bomba in Friuli Venezia Giulia, giacché Krsko dista soltanto 130 km da Trieste. Anche se si tratta di una perdita d’acqua, peraltro non radioattiva, e quindi l’incidente non è grave e non ha inquinato l’ambiente, lo spettro di una nuova Chernobyl, si è materializzato in tempo reale nella nostra città. Il sindaco di Trieste, Dipiazza, si è affrettato ad annunciare che i vigili del fuoco non hanno rilevato tracce di radioattività nell’aria e che non c’è allerta, ma solo “attenzione” dalla Protezione Civile del FVG.

Quello che mi preoccupa di questo “non incidente” è la consueta scenata di esecrazioni e di scomuniche da parte degli ambientalisti della domenica, la solita gazzarra di polemiche settarie di coloro che da sempre sono ostili al nucleare e pregano Gesù bambino perché ci arrivi l’energia dal cielo. L’energia nucleare non contribuisce in maniera rilevante all’effetto serra e non richiede l’importazione di combustibili fossili, che sono altamente inquinanti e la cui estrazione è causa di gravi incidenti. L’estrazione dei combustibili fossili è destinata a diventare antieconomica entro tempi relativamente brevi, con un evidente impatto negativo sul nostro sistema produttivo. Tuttavia questo “non incidente” è destinato alla solita chiassata di anatemi faziosi. Infatti le rassicurazioni provenienti un po’ da tutte le parti non hanno convinto Greenpeace, che subito ha detto che l’incidente non può essere minimizzato chiedendo “verifiche indipendenti” e sottolineando che l’incidente è un avvertimento per tutti quelli che prevedono di costruire altri reattori nucleari. Il governo è avvisato. Gli ambientalisti del pensiero unico ecologista del “no a tutto”, gli sconfitti dalle elezioni e dalla storia, stanno avendo la loro rivalsa. Dopo la batosta alle elezioni, attendevano con sete di ripicca che si manifestasse qualcosa, qualunque cosa, per potersi scatenare. Ed eccoli accontentati.

Già un paio di anni fa, in tempi non sospetti scrivendo sui rigassificatori, dissi: “Cari ambientalisti della domenica, siete dittatori del sapere, con il vostro comportamento intollerante ed estremista contro il progresso volete solo continuare a ricevere finanziamenti pubblici facendo finta di occuparvi del nostro benessere per proseguire con il vostro buonismo da quattro soldi a riportarci nel medioevo. Perché non vi occupate della centrale nucleare di Krsko, vecchia come il cucco e con tecnologia superata?”

Quello che preoccupa è l’impatto di questa notizia su un’opinione pubblica preda di pregiudizi antiscientifici e sulla nostra economia vittima di ubbie oscurantiste. Il nostro Paese si sta avviando verso una devastante crisi energetica e quindi economica, dalla quale sarà molto difficile uscire. Facciamo finta di non sapere di essere circondati da centrali nucleari, molte situate appena al di là del confine, e che siamo costretti a importare da queste centrali energia essenziale per le attività produttive del nostro Paese.

Dobbiamo stare in allerta per fermare questi eco-estremisti militanti dell’ambientalismo fondamentalista che dal punto di vista politico, orfani del comunismo, si sono buttati anima e corpo nella nuova dottrina ambientalista cavalcando con successo la tolleranza-zero attraverso l’uso del sensazionalismo, della disinformazione e della menzogna. Naturalmente nessun ambientalista estremista propone la benché minima e valida alternativa per soddisfare i bisogni di 7 miliardi di persone. Perciò ritengo che sia arrivato il momento di denunciare i cialtroni indolenti e irresponsabili che cercano di imporre un’austerità energetica, un dirigismo passatista, un ritorno ai consumi e ai costumi del medioevo.