5
giugno 2008. Di Walter Mendizza. (Pubblicato
su Il Piccolo di Trieste).
KRSKO: E ADESSO CHI LI SENTE GLI AMBIENTALISTI DELLA DOMENICA?
La notizia dell’incidente nella centrale nucleare di Krsko,
in Slovenia, è arrivata come una bomba in Friuli Venezia
Giulia, giacché Krsko dista soltanto 130 km da Trieste.
Anche se si tratta di una perdita d’acqua, peraltro non
radioattiva, e quindi l’incidente non è grave e non
ha inquinato l’ambiente, lo spettro di una nuova Chernobyl,
si è materializzato in tempo reale nella nostra città.
Il sindaco di Trieste, Dipiazza, si è affrettato ad annunciare
che i vigili del fuoco non hanno rilevato tracce di radioattività
nell’aria e che non c’è allerta, ma solo “attenzione”
dalla Protezione Civile del FVG.
Quello che mi preoccupa di questo “non incidente”
è la consueta scenata di esecrazioni e di scomuniche da
parte degli ambientalisti della domenica, la solita gazzarra di
polemiche settarie di coloro che da sempre sono ostili al nucleare
e pregano Gesù bambino perché ci arrivi l’energia
dal cielo. L’energia nucleare non contribuisce in maniera
rilevante all’effetto serra e non richiede l’importazione
di combustibili fossili, che sono altamente inquinanti e la cui
estrazione è causa di gravi incidenti. L’estrazione
dei combustibili fossili è destinata a diventare antieconomica
entro tempi relativamente brevi, con un evidente impatto negativo
sul nostro sistema produttivo. Tuttavia questo “non incidente”
è destinato alla solita chiassata di anatemi faziosi. Infatti
le rassicurazioni provenienti un po’ da tutte le parti non
hanno convinto Greenpeace, che subito ha detto che l’incidente
non può essere minimizzato chiedendo “verifiche indipendenti”
e sottolineando che l’incidente è un avvertimento
per tutti quelli che prevedono di costruire altri reattori nucleari.
Il governo è avvisato. Gli ambientalisti del pensiero unico
ecologista del “no a tutto”, gli sconfitti dalle elezioni
e dalla storia, stanno avendo la loro rivalsa. Dopo la batosta
alle elezioni, attendevano con sete di ripicca che si manifestasse
qualcosa, qualunque cosa, per potersi scatenare. Ed eccoli accontentati.
Già un paio di anni fa, in tempi non sospetti scrivendo
sui rigassificatori, dissi: “Cari ambientalisti della domenica,
siete dittatori del sapere, con il vostro comportamento intollerante
ed estremista contro il progresso volete solo continuare a ricevere
finanziamenti pubblici facendo finta di occuparvi del nostro benessere
per proseguire con il vostro buonismo da quattro soldi a riportarci
nel medioevo. Perché non vi occupate della centrale nucleare
di Krsko, vecchia come il cucco e con tecnologia superata?”
Quello che preoccupa è l’impatto di questa notizia
su un’opinione pubblica preda di pregiudizi antiscientifici
e sulla nostra economia vittima di ubbie oscurantiste. Il nostro
Paese si sta avviando verso una devastante crisi energetica e
quindi economica, dalla quale sarà molto difficile uscire.
Facciamo finta di non sapere di essere circondati da centrali
nucleari, molte situate appena al di là del confine, e
che siamo costretti a importare da queste centrali energia essenziale
per le attività produttive del nostro Paese.
Dobbiamo stare in allerta per fermare questi eco-estremisti militanti
dell’ambientalismo fondamentalista che dal punto di vista
politico, orfani del comunismo, si sono buttati anima e corpo
nella nuova dottrina ambientalista cavalcando con successo la
tolleranza-zero attraverso l’uso del sensazionalismo, della
disinformazione e della menzogna. Naturalmente nessun ambientalista
estremista propone la benché minima e valida alternativa
per soddisfare i bisogni di 7 miliardi di persone. Perciò
ritengo che sia arrivato il momento di denunciare i cialtroni
indolenti e irresponsabili che cercano di imporre un’austerità
energetica, un dirigismo passatista, un ritorno ai consumi e ai
costumi del medioevo.
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