VINCENZO
ROMANELLO.
L’Ing. Vincenzo Romanello si è laureato in ingegneria
nucleare – orientamento impianti nucleari innovativi –
all’Università di Pisa nel 2003, con una tesi dal
titolo “Analisi di alcune peculiari potenzialità
degli HTR: la produzione di idrogeno ed il bruciamento degli attinidi”
(disponibile liberamente all’indirizzo:
http://etd.adm.unipi.it/theses/available/etd-10152003-181233/).
Da allora ha continuato col gruppo guidato dal Prof. N. Cerullo
a svolgere l’attività intrapresa nella tesi di laurea,
con particolare riguardo al bruciamento delle scorie radioattive,
pubblicando diversi lavori, sia tecnici che divulgativi sull’argomento,
sia a livello nazionale che internazionale. Ha lavorato a contratto
nell’ambito di progetti internazionali sullo studio del
bruciamento delle scorie, ed è autore di un innovativo
codice di calcolo waste-oriented (CARL) commissionato dalla NEA
(
Nuclear Energy Agency). E’ membro dell’
Associazione
Italiana Nucleare (
AIN),
come anche del
Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare
(
CIRN).
E’ fra i curatori del sito dell’Università
di Pisa dedicata all’argomento:
http://www.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/gcir.htm,
come anche fra gli autori nel sito:
http://www.ingegnerianucleare.net/.
Attualmente svolge l’attività di dottorato di ricerca
in Ingegneria dei Materiali presso l’Università degli
Studi di Lecce.
ARTICOLI:
Novembre 2006. Università di Pisa di V.Romanello, G.Lomonaco,
N.Cerullo.
I
VERI COSTI DELL'ENERGIA NUCLEARE (.pdf).
Fin dalla loro nascita, i reattori nucleari per uso industriale
sono stati sottoposti ad una serie di critiche. Gli antinucleari
(vedi per esempio l’americano Ralph Nader) non potendo direttamente
esternare i loro timori, hanno sempre giustificato la loro avversione
politica con argomentazioni tecniche in continua variazione. Si
è iniziato con la sicurezza (“il reattore può
diventare una bomba”); sfatata questa minaccia, si è
detto che il costo dell’energia prodotta per via nucleare
era molto più alto di quello dell’energia prodotta
per via convenzionale. Ciò avveniva quando il petrolio
costava 12 $ al barile. E non era vero. Dopo che il petrolio ha
viaggiato verso gli 80 $ al barile si ripetono, rafforzate, le
stesse cose. Sembra quindi opportuno affrontare questo argomento
e dimostrare, sulla base delle cifre, la falsità di questa
affermazione. In questa prospettiva tenteremo in seguito di valutare
il costo del KWh prodotto per via nucleare, analizzando le diverse
componenti e confrontandolo, infine, con l’analogo costo
del KWh prodotto da diverse fonti.
01/08/2006. Da
Archivio
Nucleare di Vincenzo Romanello.
L'ATOMICA
NAZISTA.
Un aspetto poco noto della storia dello sviluppo dell’ energia
nucleare, su cui solo di recente si comincia a far luce, riguarda
il programma nucleare tedesco di Adolf Hitler.
Per anni si è pensato che gli scienziati nazisti fossero
molto indietro nella corsa agli armamenti atomici e che non realizzarono
mai una ordigno nucleare. Oggi però l’ emergere di
nuovi documenti storici e testimonianze farebbero nuova luce su
tali eventi. [...]
.
Giugno 2006. Da L'ORA di Nardò (mensile).
DUBBIO
NUCLEARE: intervista all'ing. Vincenzo Romanello.
[...] l’Italia ha rinunciato alla produzione di energia
elettronucleare, ma la consuma importandone il 18% del fabbisogno
nazionale dalla Francia, dalla Svizzera, e persino dalla centrale
slovena di Krsko a 120 Km da Trieste! La nostra fortuna è
stata che i francesi hanno sovrastimato il loro fabbisogno energetico,
costruendo 7 centrali nucleari in più che, di fatto, lavorano
per noi. Il prezzo di produzione dell’energia nel nostro
paese infatti è talmente elevato che conviene di gran lunga
importarla, anche comprando l’energia francese dalla Svizzera,
poiché gli elettrodotti sul confine con la Francia sono
saturi. Il motivo è ovvio: non si può avere un’energia
a buon prezzo se per produrla si brucia il combustibile più
caro e prezioso in assoluto! [...].