11/09/2006.
Da
La Repubblica
Affari&Finanza di A.Greco.
L'OPEC DEL GAS IRROMPE SUL MERCATO DEL METANO.
L'accordo tra Russia e Algeria ha preso di sorpresa
i governi europei. E l'italia deve accelerare le scelte di politica
energetica.
Milano. [...]. Com'è da un trentennio per il greggio, da
un paio d'anni anche il mercato del gas è globale. Colpa,
o merito, delle interconflessioni tra gasdotti nazionali, del
nuovo metodo di trasporto di metano liquido via nave, e soprattutto
della volontà degli oligopolisti dì varcare i confini
approfittando di prezzi spinti dallo sbilanciamento tra una domanda
in costante crescita — almeno fino al 2012 e un'offerta
rigida. In tal modo, negli ultimi cinque anni il metano ha preso
il volo, quintuplicando il prezzo da 100 fino a 500 euro ogni
1.000 metri cubi.
[...].
Tanto meglio i russi, in posizione dì leader mondiali nell'export
di gas. A soli due giorni dalla fine del GS la Duma ha cosi trasformato
in legge il decreto presidenziale che monopolizza e destina a
Gazprom qualsiasi commercio di gas con l'estero. Una manciata
di ore ancora e il gruppo russo, insieme alla consorella Lukoil,
siglava un'intesa con l'omologo algerino Sonatrach, dando forma
preliminare a quel che qualche osservatore ha chiamato "Opec
del gas". Finora non si vedono, com'è per il cartello
sugli idrocarburi, indicazioni comuni sui prezzi, nè sui
quantitativi. Sta di fatto che l'accordo è un successo
diplomatico per i due paesi, fornitori del 60% del metano europeo
(per l'italia, addirittura il 70%). Che d'ora in avanti potranno
scambiarsi quote dei loro gasdotti nel mondo si vocifera anche
di Galsi, il tubo in costruzione tra Algeria e Sardegna, di cui
Sonatrach possiede il 36% investire insieme in infrastrutture
estere, sviluppare la produzione nel gas liquefatto, grande futuro
del mercato. Un settore dove Sonatrach è molto avanti,
mentre i russi stanno a zero.
[...].
In mezzo al sandwich fatale russoalgerino, il nostro paese rischia
la fine della lattuga. Con una serie di emergenze e alcuni problemi
strategici nel cammino più lungo. Tra le emergenze c è
il rischio di penuria di gas vissuto lo scorso inverno. Qui la
collaborazione tra governo, authority ed Eni può scongiurare
il bis, sempre che la stagione non sia eccezionalmente fredda.
E che tra russi e ucraini torni la «guerra via gas»
vista nel 2005 (ma di recente gli incontri diplomatici e l'accordo
sui prezzi di fornitura hanno stemperato gli animi). A livello
più strutturale, va rivista l'agenda energetica nazionale,
per cui governo e opposizione devono definire quanti rigassificatori
costruire e dove, come risparmiare energia e rendere più
efficienti i consumi, infine se non sia il caso di ripensare a
combustibili alternativi come il carbone e il nucleare. Un banco
di prova importante sarà infine la ridefinizione dei rapporti
tra l'Eni ancora nel ruolo di quasi monopolista del trasporto
e della vendita di metano in Italia e i decennali fornitori, che
sono proprio Sonatrach e Gazprom. [...].