14/09/2006.
Da
Il Riformista
di Mario Dal Co.
Il libro verde che denuncia i ritardi del vecchio continente.
I TAVOLI DI CONCERTAZIONE NON FORNISCONO ENERGIA.
Secondo Bruxelles il rischio di interruzioni di forniture
elettriche e di gas per il nostro Paese e triplo rispetto alla
media europea.
«E' iniziata una nuova era dell'energia in Europa»
secondo il libro verde 2006 della Commissione europea. Le previsioni
a lungo termine dei consumi mondiali di energia indicano una crescita
del 60% dal 2000 al 2030. L'area Asia-Pacific, in cui rientrano
i nuovi paesi industriali come Cina e India e sono esclusi Giappone,
Russia e Paesi del Caspio, triplica da 44 a 134 milioni di barili
di petrolio equivalenti al giorno, un consumo simile a quello
di Nord America ed Europa insieme. Cresceranno i consumi di gas
e carbone e in misura inferiore di petrolio. La generazione di
elettricità sarà stimolata dal processo di industrializzazione
e di urbanizzazione di India e Cina, cui seguiranno i carburanti
per una flotta dei veicoli quadrupla rispetto ad oggi.
Nel 2006 il dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti ha rivisto
al rialzo le previsioni dei prezzi del petrolio a lungo termine,
attribuendo ai paesi Opec una minore disponibilità a estrarre.
I paesi Opec del Medio Oriente detengono, secondo Bp, la maggior
parte delle riserve, con un rapporto tra queste e la produzione
annuale pari a 80 (R/P e un indice di durata attesa in anni delle
riserve attuali), contro una media mondiale di 40. Exxon stima
le risorse della terra intorno a tremila miliardi di barili, sommando
a quanto già estratto fino ad oggi (un terzo) sia le riserve
note sia i giacimenti che prevedibilmente verranno scoperti. Di
queste risorse potenziali, circa la metà sono situate nel
Medio Oriente. Gli Stati Uniti prevedono per il 2030 una dipendenza
del 64% dalle importazioni, contro il 50% attuale. Metà
dell'aumento delle importazioni dovrebbe essere assicurato dai
paesi Opec. Sempre negli Stati Uniti il carbone cesserà
di essere una risorsa prodotta prevalentemente sul mercato in
temo e vena importata nella gran parte. La Cina si muove in tutti
i paesi produttori di petrolio dell'Africa, intende accedere ai
giacimenti di gas dell'Asia centrale, estenderà le interconnessioni
di trasporto e della rete elettrica. A fronte di una frustrante
e costosa strategia geopolitica americana, la strategia commerciale
della Cina riscuote grandi successi.
La frammentazione europea. La Commissione europea
nel suo libro verde solleva quesiti sulla mancanza di strategia
dell'Europa, e indica tre nodi da sciogliere:
a) la sicurezza degli approvvigionamenti;
b) la competitivita e l'interconnessione del mercato europeo del
gas e dell'elettricita;
c) la riduzione della dipendenza dalle fonti fossili, sia per
contenere le emissioni, sia per ridurre il potere dei paesi detentori
di riserve.
La Commissione paventa una maggiore dipendenza dalle importazioni,
che da oggi al 2030 passeranno dal 50% al 70%. Il rapporto riserve/produzione
è pari a 65 anni a livello mondiale e a 13 circa nei paesi
Ocse e nell'Unione europea: la dipendenza dei paesi Ocse aumenterà
nei confronti del Medio Oriente, dell'ex Unione Sovietica e nel
Nord Africa. L'approvvigionamento del gas è critico: lo
sbilanciamento della domanda europea sul gas e la concomitante
concentrazione dell'offerta nelle mani di pochi paesi, rendono
fragile la posizione dell'Unione che gia oggi dipende per oltre
il 50% da Algeria, Norvegia e Russia. Nè in prospettiva
ci sono ragioni per confidare in una iniziativa politica forte
dell'Unione europea sull'energia.
Il locaismo dell'italia e i suoi rischi. Secondo
la Commissione il rischio di interruzioni delle forniture elettriche
e di gas per l'Italia è triplo rispetto alla media dell'Unione.
Il governo è orientato alla realizzazione dei terminali
dì rigassificazione, delineando per l'Italia addirittura
un ruolo di hub, ossia di snodo europeo per l'importazione di
gas liquefatto. Paolo Scaroni, Amministratore delegato Eni, si
accontenterebbe di 3 o 4 nuovi rigassificatori e nel frattempo
concorda con i russi la realizzazione di impianti per la liquefazione
del gas nel nord Europa. Fulvio Conti, Amministratore delegato
Enel, propone un patto tra governo, aziende ed enti locali, per
la realizzazione dei rigassificatori: su questo punto nodale i
due gruppi hanno strategie convergenti e condivise dal ministro
Bersani. L'esperienza indica tuttavia che i tavoli di concertazione
non sono sufficienti per decidere in tempi rapidi. Sindacati e
industriali erano una potente lobby favorevole agli investimenti
sul territorio, ma oggi il loro peso è di minuito, mentre
e aumentato quello degli ambientalisti, contrari alla realizzazione
di qualsiasi impianto e infrastruttura. Le autorità locali
che devono autorizzare gli investimenti sono quindi prive del
sostegno di interessi organizzati. La continua richiesta di "cabine
di regia" e la dimostrazione che la matassa dei microegoismi
non si sbroglia facilmente.
Occorrerebbe riconoscere agli utenti locali vantaggi tariffari
temporanei connessi alla realizzazione dei rigassificatori e,
in generale, di impianti ed infrastrutture energetìche.
In questo modo si darebbe voce ai consumatori e agli utenti per
bilanciare la lobby di chi vuole mettere la sua immondizia nel
giardino del vicino, oggi dominante.
Il tema dell approvvigiona mento del gas è critico per
il paese, che non vuole utilizzare il carbone nella generazione
elettrica e ha chiuso con l'elettro nucleare. Eni intende acquisire
nuove disponibilita, anche di materie prime "difficili",
in una fase in cui le grandi potenze energivore (in primis Stati
Uniti e Cina) si muovono a tutto campo sullo scenario mondiale
per controllare le riserve. Per Eni sembra inevitabile la cessione
della rete gas, su cui insistono sia la Commissione europea, sia
l'Autorita per l'energia, sia l'Antitrust. Ma Eni cercherà
di cedere la rete con il massimo ritorno, non solo finanziario,
per accedere alle risorse energetiche aggiuntive. Le autorità
di regolazione debbono tutelare il consumatore, ma il paese ha
bisogno di strategie e di aziende in grado di sostenerle sul mercato
globale dell'energia.