|› ASCOLTA ASCOLTA (clicca per ascoltare la lettura del testo presente nella pagina). Per informazioni su questo servizio, contattaci.



tecnosophia.org


associazione no-profit per la promozione della Scienza, della Tecnologia e dell'Ecologia Razionale
non-profit organization for the promotion of Science, Technology and Rational Ecology
asociación sin fines de lucro para la promoción de la Ciencia, de la Tecnología y de la Ecología Racional


Tecnosophia è una ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale)
email: infochiocciolinatecnosophia.org - C.F. 90029350312 - Fax: +391782710677 - © 2006 h-design.org


 
 
14/09/2006. Da Il Riformista di Mario Dal Co.

Il libro verde che denuncia i ritardi del vecchio continente.
I TAVOLI DI CONCERTAZIONE NON FORNISCONO ENERGIA.
Secondo Bruxelles il rischio di interruzioni di forniture elettriche e di gas per il nostro Paese e triplo rispetto alla media europea.

«E' iniziata una nuova era dell'energia in Europa» secondo il libro verde 2006 della Commissione europea. Le previsioni a lungo termine dei consumi mondiali di energia indicano una crescita del 60% dal 2000 al 2030. L'area Asia-Pacific, in cui rientrano i nuovi paesi industriali come Cina e India e sono esclusi Giappone, Russia e Paesi del Caspio, triplica da 44 a 134 milioni di barili di petrolio equivalenti al giorno, un consumo simile a quello di Nord America ed Europa insieme. Cresceranno i consumi di gas e carbone e in misura inferiore di petrolio. La generazione di elettricità sarà stimolata dal processo di industrializzazione e di urbanizzazione di India e Cina, cui seguiranno i carburanti per una flotta dei veicoli quadrupla rispetto ad oggi.

Nel 2006 il dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti ha rivisto al rialzo le previsioni dei prezzi del petrolio a lungo termine, attribuendo ai paesi Opec una minore disponibilità a estrarre. I paesi Opec del Medio Oriente detengono, secondo Bp, la maggior parte delle riserve, con un rapporto tra queste e la produzione annuale pari a 80 (R/P e un indice di durata attesa in anni delle riserve attuali), contro una media mondiale di 40. Exxon stima le risorse della terra intorno a tremila miliardi di barili, sommando a quanto già estratto fino ad oggi (un terzo) sia le riserve note sia i giacimenti che prevedibilmente verranno scoperti. Di queste risorse potenziali, circa la metà sono situate nel Medio Oriente. Gli Stati Uniti prevedono per il 2030 una dipendenza del 64% dalle importazioni, contro il 50% attuale. Metà dell'aumento delle importazioni dovrebbe essere assicurato dai paesi Opec. Sempre negli Stati Uniti il carbone cesserà di essere una risorsa prodotta prevalentemente sul mercato in temo e vena importata nella gran parte. La Cina si muove in tutti i paesi produttori di petrolio dell'Africa, intende accedere ai giacimenti di gas dell'Asia centrale, estenderà le interconnessioni di trasporto e della rete elettrica. A fronte di una frustrante e costosa strategia geopolitica americana, la strategia commerciale della Cina riscuote grandi successi.

La frammentazione europea. La Commissione europea nel suo libro verde solleva quesiti sulla mancanza di strategia dell'Europa, e indica tre nodi da sciogliere:
a) la sicurezza degli approvvigionamenti;
b) la competitivita e l'interconnessione del mercato europeo del gas e dell'elettricita;
c) la riduzione della dipendenza dalle fonti fossili, sia per contenere le emissioni, sia per ridurre il potere dei paesi detentori di riserve.

La Commissione paventa una maggiore dipendenza dalle importazioni, che da oggi al 2030 passeranno dal 50% al 70%. Il rapporto riserve/produzione è pari a 65 anni a livello mondiale e a 13 circa nei paesi Ocse e nell'Unione europea: la dipendenza dei paesi Ocse aumenterà nei confronti del Medio Oriente, dell'ex Unione Sovietica e nel Nord Africa. L'approvvigionamento del gas è critico: lo sbilanciamento della domanda europea sul gas e la concomitante concentrazione dell'offerta nelle mani di pochi paesi, rendono fragile la posizione dell'Unione che gia oggi dipende per oltre il 50% da Algeria, Norvegia e Russia. Nè in prospettiva ci sono ragioni per confidare in una iniziativa politica forte dell'Unione europea sull'energia.

Il locaismo dell'italia e i suoi rischi. Secondo la Commissione il rischio di interruzioni delle forniture elettriche e di gas per l'Italia è triplo rispetto alla media dell'Unione. Il governo è orientato alla realizzazione dei terminali dì rigassificazione, delineando per l'Italia addirittura un ruolo di hub, ossia di snodo europeo per l'importazione di gas liquefatto. Paolo Scaroni, Amministratore delegato Eni, si accontenterebbe di 3 o 4 nuovi rigassificatori e nel frattempo concorda con i russi la realizzazione di impianti per la liquefazione del gas nel nord Europa. Fulvio Conti, Amministratore delegato Enel, propone un patto tra governo, aziende ed enti locali, per la realizzazione dei rigassificatori: su questo punto nodale i due gruppi hanno strategie convergenti e condivise dal ministro Bersani. L'esperienza indica tuttavia che i tavoli di concertazione non sono sufficienti per decidere in tempi rapidi. Sindacati e industriali erano una potente lobby favorevole agli investimenti sul territorio, ma oggi il loro peso è di minuito, mentre e aumentato quello degli ambientalisti, contrari alla realizzazione di qualsiasi impianto e infrastruttura. Le autorità locali che devono autorizzare gli investimenti sono quindi prive del sostegno di interessi organizzati. La continua richiesta di "cabine di regia" e la dimostrazione che la matassa dei microegoismi non si sbroglia facilmente.

Occorrerebbe riconoscere agli utenti locali vantaggi tariffari temporanei connessi alla realizzazione dei rigassificatori e, in generale, di impianti ed infrastrutture energetìche. In questo modo si darebbe voce ai consumatori e agli utenti per bilanciare la lobby di chi vuole mettere la sua immondizia nel giardino del vicino, oggi dominante.

Il tema dell approvvigiona mento del gas è critico per il paese, che non vuole utilizzare il carbone nella generazione elettrica e ha chiuso con l'elettro nucleare. Eni intende acquisire nuove disponibilita, anche di materie prime "difficili", in una fase in cui le grandi potenze energivore (in primis Stati Uniti e Cina) si muovono a tutto campo sullo scenario mondiale per controllare le riserve. Per Eni sembra inevitabile la cessione della rete gas, su cui insistono sia la Commissione europea, sia l'Autorita per l'energia, sia l'Antitrust. Ma Eni cercherà di cedere la rete con il massimo ritorno, non solo finanziario, per accedere alle risorse energetiche aggiuntive. Le autorità di regolazione debbono tutelare il consumatore, ma il paese ha bisogno di strategie e di aziende in grado di sostenerle sul mercato globale dell'energia.