|› ASCOLTA ASCOLTA (clicca per ascoltare la lettura del testo presente nella pagina). Per informazioni su questo servizio, contattaci.



tecnosophia.org


associazione no-profit per la promozione della Scienza, della Tecnologia e dell'Ecologia Razionale
non-profit organization for the promotion of Science, Technology and Rational Ecology
asociación sin fines de lucro para la promoción de la Ciencia, de la Tecnología y de la Ecología Racional


Tecnosophia è una ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale)
email: infochiocciolinatecnosophia.org - C.F. 90029350312 - Fax: +391782710677 - © 2006 h-design.org


 
 

19/10/2006. Da La Gazzetta del Mezzogiorno di Alessandra Flavetta.

convegno La ExxonMobil sulle strategie di accesso alla fonte.
GAS, OPPORTUNITA' PER IL PAESE?
«Il problema non è tanto il numero di rigassificatori. Ma avere il gas».

ROMA. Gas: un'opportunità o un problema per l'Italia»? è il titolo di un seminario che fotografa al meglio la situazione nazionale, organizzato dal Centro Studi Americani in collaborazione con ExxonMobil, la più grande compagnia al mondo in campo energetico, che sta realizzando il primo terminale di ricezione e rigassificazione offshore con struttura in cemento armato a 15 km al largo di Porto Levante (Ro).

Al seminario hanno partecipato Giuliano Amato, ministro dell'Interno e presidente del Centro Studi Americani, il presidente di ExxonMobil Mediterranea, Gian Battista Merlo, che ha illustrato il ruolo del gas nel mercato mondiale, l'esperto di Economia industriale Alberto Clò, il direttore area Gas dell'Autorità per l'energia elettrica ed il gas, Claudio Di Macco, l'ambasciatore dello Stato del Qatar, Saad Al-Moraikhi. I lavori sono stati chiusi dal ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, a cui non abbiamo potuto non chiedere quando si esprimerà sul rigassificatore di Brindisi. «Deciderò tra non molto, un paio di settimane», ha assicurato Bersani, che si è detto contrario alle compensazioni per le comunità che «ospiteranno» i rigassificatori, perché «le compensazioni sono dei fidanzamenti, mentre le infrastrutture sono dei matrimoni, che durano nel tempo, e bisogna trovare delle reciprocità, come la catena del freddo o interventi tariffari».

«È un'illusione che i rigassificatori siano una condizione necessaria e sufficiente, perché già oggi la capacità di rigassificare è due volte superiore all'offerta di gas liquido», ha affermato il professor Clò commentando i dati esposti da Merlo. Se sul mercato mondiale si prevede che il gas naturale ed il carbone faranno registrare il più alto tasso di crescita, con una media pari all'1,8% annuo, in Europa si stima un aumento della domanda di gas pari all'1,5% annuo. Ecco perché le importazioni di gas naturale liquefatto (Gnl), utilizzato per la produzione di energia elettrica, giocheranno un ruolo fondamentale.

In una proiezione al 2030, in Nord America calerà la produzione interna e le importazioni di Gnl copriranno il 25% dell'approvvigionamento. Mentre in Europa le importazioni di gas naturale saliranno all'85%, di cui gran parte Gnl. Fra 25 anni, quindi, il commercio mondiale di Gpl, secondo Exxon Mobil, sarà aumentato di circa 5 volte, ma se il Nord America sta puntando su nuove centrali a carbone (non avendo firmato il Protocollo di Kyoto sui gas serra) e centrali nucleari, tanto che dal 2020 si prevede una decrescita dell'uso di gas in quest'area, in Europa già oggi soddisfiamo solo il 60% della domanda con la produzione interna, che diverrà un 14% nel 2030, perché le fonti di gas europee si stanno esaurendo. Ecco perché Clò ha sottolineato la necessità di una pianificazione nazionale, che preveda la diversificazione delle fonti di energia: tra poco ci sarà una guerra all'approvvigionamento del gas, che è «uno dei mercati - ha spiegato - a maggior rischio, con contratti a 20-25 anni, a prezzi che crescono del 30% e dove il numero dei fornitori è più basso che per il petrolio. Non c'è quindi concorrenza e per chiudere buoni contatti - ha concluso - la dimensione è la discriminante», anche per ragioni legate alla sicurezza energetica nazionale e agli effetti da dipendenza.
Uno dei più grandi giacimenti di gas metano è proprio in Qatar e «il mio Paese diventerà il terzo produttore al mondo tra 6 anni», ha annunciato l'Ambasciatore dello Stato del Golfo Persico.

A fronte di una programmazione energetica che altri Paesi stanno portando avanti da anni, il ministro Bersani ha ricordato che non avendo l'Italia costruito le infrastrutture ed essendo poco competitiva «non può perdere altro tempo e bisogna decidere, sennò stiamo un altro anno a discutere». Mentre, sulla dimensione delle aziende, ritiene fondamentale che ci siano soggetti forti in una dimensione europea, anche se si è chiesto «dove cercare sicurezza se l'Europa non ha il fisico e finisce che ogni Paese rientra in una dimensione nazionale?».