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22/10/2006. Da La Gazzetta del Mezzogiorno di Michele Marolla.

PUGLIA, LO SVILUPPO PASSA DALL'ENERGIA.

Ma gli spagnoli sono più stupidi dei pugliesi? La domanda può sembrare assurda, invece è legittima, se si considera che in Spagna sono già attivi cinque rigassificatori, un altro entrerà in funzione entro marzo 2007 ed altri tre sono programmati per i prossimi anni, due dei quali addirittura alle Canarie, noto posto di vacanze. Possibile che si vogliano tanto male da disseminare i porti e le coste di serbatoi contenenti centinaia di migliaia di gas liquido e di impianti che poi lo riportano allo stato gassoso?

Ancora. Non sarà che sono più lungimiranti di noi, come hanno dimostrato con l'agricoltura e le infrastruttre logistiche, utilizzando a ritmi impensabili i fondi europei, mentre noi continuavamo a baloccarci con le percentuali di inutilizzo? Non sarà che hanno capito prima e meglio di noi che la sfida dello sviluppo si gioca sul versante energetico, diversificando al massimo le fonti di approvvigionamento, visto che contemporaneamente stanno costruendo anche il secondo metanodotto sottomarino per portare il gas dall'Algeria? Non sarà che si sono fatti due conti ed hanno capito che le quotazioni del petrolio sono destinate a salire irreversibilmente ed hanno puntato sul gas, visto che nel 2010 proprio il gas rappresenterà il 24% del loro consumo energetico, invece dell'attuale 20%? Inoltre, gli spagnoli i due conti se li sono fatti in maniera scientifica, perché si sono resi conto che per fonti di gas distanti meno di 3mila chilometri conviene il gasdotto, mentre per fonti distanti oltre 6mila chilometri conviene il gas liquido.

E allora perché dipendere solo dal cartello Russia-Algeria quando ci si può approvvigionare da 15 diversi Paesi sparsi nel mondo, spuntando prezzi più convenienti? E come mai le comunità autonome (paragonabili alle nostre regioni) fanno a gara per avere un rigassificatore, mentre le comunità pugliesi fanno a gara per rifilarlo a qualcun altro? Certo, i pesanti effetti che l'industrializzazione di Stato ha avuto sulla nostra regione non vanno sottovalutati, soprattutto sul versante della sensibilità ai temi ambientali. Troppi i guasti creati dall'Enichem di Manfredonia, dal petrolchimico di Brindisi, dall'Italsider di Taranto, solo per citare gli esempi più clamorosi. È quindi comprensibile che non si voglia aggravare la situazione di questi territori.

Ma siamo proprio sicuri che i rigassificatori possano peggiorare la situazione? La tecnologia utilizzata, assicurano, è collaudata e pulita. Allora qual è il problema, l'impatto visivo di due grandi serbatoi? Se è solo questo, sembra ben poco, e molto meno invasivo di decine di pali con eliche per produrre energia eolica di cui è tutta da dimostrare l'efficacia, o anche di distese di pannelli fovoltaici.

Il punto è che da oggi in poi l'energia è più che mai sviluppo e non ci si può limitare a quella considerata strettamente necessaria alle attuali esigenze, bisogna proiettarsi in avanti e l'unica strada è quella di uno sviluppo articolato, che faccia ricorso a tutte le fonti energetiche, magari utilizzando il freddo che producono i rigassificatori per la conservazione dei nostri prodotti agricoli, oppure usando il gas per riscaldare le nostre serre al posto del gasolio. È solo un apporto al dibattito che ci viene dalla Spagna: discutiamone.