04/11/2006. Da Libero
di Annalisa Bianchi.
Il giudizio di uno scienziato ex ecologista.
CON L'ENERGIA BIANCA STOP ALL'ORO NERO.
Il nucleare risulta l'unica soluzione per ottenere
sufficienti quantitativi di un combustibile veramente alternativo
al petrolio. Lo raccomanda la stessa Agenzia internazionale dell'Onu.
Giovedì l'Agenzia Internazionale per
il Nucleare delle Nazioni Unite ha invitato tutti i Paesi a incrementare
la produzione cli energia atomica per uso civile.
[...].
A nessuno viene in mente che il nucleare può essere energia
pulita cioè non inquinante. La più sicura fra tutte.
Che si può ottenere in gran quantità. Che può
rendere ogni Stato autonomo, dal punto dì vista energetico,
dai Paesi musulmani. Che abbasserebbe i costi delle bollette.
Presentare così l'energia nucleare può essere impopolare,
ma James Lovelock ci prova, con il saggio "La rivolta di
Gaia" (Rizzoli), dove Gaia è la Terra. Il guru ambientalista
degli anni Settanta, a 86 anni, dichiara: votiamoci al nucleare,
prima che sia troppo tardi. E si offre per ospitare nel suo giardino
le scorie radioattive prodotte in un anno da una centrale nucleare
a fissione, cioè dell'unico tipo finora in funzione: occuperebbero,
dice, un metro cubo; sigillate in un pozzo di calcestruzzo, non
solo non danneggerebbero né la sua famiglia né la
natura, ma potrebbero servire, in futuro, a riscaldare la casa.
[...].
E' vero, anche le riserve di uranio non sono eteme, ma, per esempio,
già oggi in India si usa il torio, combustibile nucleare
altemativo.
Altro argomento a favore del nucleare è che le energie
rinnovabili sono, per ora, solo una favoletta, buona per chi non
vuole destabilizzare un sistema fondato sui petrolio. Costoro
non gradiscono, ad esempio, che si pubblicizzi che in Francia,
dove il nucleare copre il 78 per cento del fabbisogno, l'elettricità
costa meno del gas da cucina. Preferiscono portare come esempio
la Germania, che ha puntato sull'energia eolica. Purtroppo nemmeno
i tedeschi sono ancora riusciti a convincere il vento a soffiare
sempre, e sempre con un 'intensità soddisfacente, né
a immagazzinarlo in modo ottimale. Risultato: in Germania il vento
produce energia solo per il 16 per cento del tempo. Inoltre: l'energia
eollca costa due volte e mezzo quella prodotta da gas o uranio,
tre volte se gli impianti sono in alto mare, benché il
vento sia più forte. Se sembra più economica, è
perché "i costi reali sono stati mascherati al pubblico
da un sistema di sussidi". Senza contare che i modemi impianti
a vento stanno già "devastando paesaggi rurali di
straordinaria bellezza". Anche l'energia solare e quella
prodotta dalle onde e dalle maree, per i prossimi 50 anni, non
sono disponibili in modo strutturale. [...].
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