16/11/2006.
Da
Panorama
di Anna Maria Angelone.
Pericolo blackout. Bruxelles corre ai ripari.
ENERGIA: DOVE L'EUROPA RISCHIA DI PIU'.
Per le forniture, l'Unione è sempre più dipendente
dall'estero. Così adesso qualcuno pensa che sia il momento
di cambiare rotta.
[...].
L'Europa, però, presenta un quadro troppo variegato con
alcuni partner avanti e altri in forte ritardo. A partire dallo
shock petrolifero degli anni 70, i paesi hanno imboccato strade
di politica energetica diverse. L'impressione è che ora
ciascuno sia davanti a una specie di resa dei conti che lo costringe
a una svolta. La Francia, che ha puntato tutto sul nucleare, è
il principale esportatore di elettricità ma deve affrontare
l'invecchiamento degli impianti. La Germania è la prima
in Europa per produzione di energia eolica ma sfrutta ancora 20
centrali atomiche di cui ha fissato, sotto le pressioni dei Grunen,
la chiusura entro il 2021. A marzo 11 cancelliere Angela Merkel
ha convocato un vertice speciale per l'energia con l'obiettivo
di mettere a punto un piano nazionale: non accadeva da oltre 20
anni.
Il Regno Unito ha usato il petrolio del Mare del Nord e il nucleare.
L'ultimo impianto atomico risale al 1995: il governo di Tony Blair
ha sborsato 410 milioni di sterline per salvare la British Energy,
la società, privatizzata, dell'energia nucleare. E, da
almeno un anno, il premier vorrebbe mettere sul tavolo la questione
di cosa fare.
Se la dipendenza aumenta, saranno guai per tutti. L'ultimo scatto
di Eurostat fotografa consumi stabili ma una pericolosa crescita
del ricorso a risorse energetiche oltreconfine.
Il fabbisogno interno dei 25 paesi Ue è coperto, ormai,
per il 56 per cento dall'estero: il 60 per cento di petrolio e
il 25 di gas. L'aumento delle importazioni è il riflesso
dell'ulteriore calo, pari al 4,2 per cento, della produzione energetica
interna. Una tendenza che dura da tempo e non lascia prevedere
inversioni di marcia, Il guaio, a parte i costi, è che
spesso le risorse provengono da aree politicamente instabili come
la regione mediorientale o alcuni paesi africani. Su tutto incombe
l'incognita Russia.
[...].