21/11/2006.
Da
QN
(Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno)
di Alberto Clò.
GAS, CI FACCIAMO DEL MALE DA SOLI.
[...]. Dal 2006 al 2020, un tempo breve se si tiene conto degli
enormi investimenti necessari ad aumentare l'offerta e convogliarla
da aree sempre più lontane e costose, la domanda di gas
metano in Europa è prevista crescere di oltre il 40%: da
circa 550 miliardi di metri cubi a circa 780.
CONTEMPORANEAMENTE, la produzione interna di metano in Europa
è prevista dimezzarsi a poco piu di 100 miliardi dì
metri cubi: per il declino naturale dei giacimenti del Mare del
Nord, specie in Gran Bretagna divenuta negli ultimi anni da esportatrice
a importatrice netta. Morale: per coprire la domanda incrementale
- dfficilmente sostituibile con altre fonti, stanti le difficoltà
sia del nucleare che del carbone - l'Europa dovrà raddoppiare
entro il 2020 le sue importazioni di metano ad oltre 670 miliardi
di metri cubi. In meno di 15 anni si dovranno, in buona sostanza,
mettere in produzione nuovi giacimenti, realizzare nuove infrastrutture
di trasporto, sottoscrivere nuovi contratti di importazione come
nei passati 50 anni. Le cose non stanno andando, tuttavia, in
questo modo: perché gli investimenti, ingenti ed altamente
rischiosi, sono largamente inferiori alla bisogna. L'amara conclusione
è che l'offerta di metano rischia di essere in futuro,
piu di quanto gia oggi accada, sempre più scarsa: con un
inevitabile rialzo dei suoi prezzi. I nuovi contratti o la proroga
di quelli in essere avverrà, in altri termini, a prezzi
sempre più elevati rispetto a quelli precedentemente sottoscritti.
Chi prima arriva meglio alloggia e alloggerà. Le cose,
se possibile, sono per l'Italia ancor più problematiche
che per il resto d'Europa: perché da noi il metano - con
consumi raddoppiati in un decennio a rappresentare poco meno del
40% della domanda energetica totale - sarà la fonte verso
cui più si orienterà il nostro fabbisogno energetico,
stante l'impossibilità a riaprire il discorso nucleare;
gli ostacoli frapposti al carbone, il basso contributo che comunque
potrà venire dalle costose risorse rinnovabili. Le importazioni
di metano, che gia oggi pesano per l'85% della domanda interna,
aumenteranno in pochi anni al 95% data la riduzione della produzione
interna anche a motivo degli ostacoli locali al pieno sfruttamento
delle risorse minerarie di cui pure disporremmo!!
La nostra capacita di farci del male da soli nell'energia (ma
non solo) non sembra aver limiti. La cruda realtà ci costringe,
quindi, a prolungare in un'ottica di lungo periodo i contratti
già in essere ed acquisire nuove forniture di metano, come
positivamente avvenuto con gli accordi conclusi da Eni, Enel,
Edison negli ultimi giorni. Questo però non basta. Parallelamente
si dovranno, infatti, realizzare nuove vie di trasporto: potenziando
i gasdotti esistenti dalla Russia e dall'Algeria, come va facendo
l'Eni (che ha da poco ed in brevissimo tempo realizzato un nuovo
gasdotto dalla Libia), e soprattutto costruendo i «famosi»
rigassificatori di metano liquefatto, da tutti (o quasi) auspicati,
ma di fatto, emblematico il caso di Brindisi, quotidianamente
ostacolati da pregiudiziali opposizioni motivate solo da ragioni
politico-elettorali. Se questi investimenti non verranno avviati
e realizzati nel tempo più rapido possibile, il risultato
non potrà che essere quello di una scarsità fisica
di metano nel nostro Paese e di suoi prezzi relativamente molto
più elevati. [...].