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SICUREZZA ENERGETICA.
GAS LIQUIDO. COSI' MAI PIU' PAURA DEI RUSSI.
Da quando la Russia ha chiuso i rubinetti del gas all'Ucraina
a gennaio, per i leader economici e politici di tutt'Europa la
questione della «sicurezza energetica» è diventata
davvero.., scottante!
Tutti sono in allarme. Corre voce che la Nato si stia già
preoccupando che la Russia voglia mettere su un cartello di produttori
di gas. Anche il governo tedesco si fa sentire.
[...].
Eppure ci sono solo due modi per placare le ansie europee sulla
sicurezza energetica: tramite investimenti mirati per diversificare
le fonti di rifornimento di gas, al fine di ridurre la dipendenza
dalla Russia; e sperando in una recessione americana, che rallenterebbe
di molto la richiesta di gas e petrolio, tenendo bassi i prezzi
per qualche anno anche di un bel po' e spostando l'equilibrio
di forza dai produttori come la Russia verso i consumatori.
[...].
Il vero problema dell'energia è l'instabilità dei
prezzi che abbiamo registrato negli ultimi cinque anni, non il
livello dei prezzi. E il vero problema dell'Europa non è
il petrolio, bensì il gas. Certo, il prezzo del gas è
condizionato dal prezzo del petrolio, visto che sono intercambiabili.
Ma c'è una differenza. Mentre il petrolio ha un mercato
globale unificato, con molte fonti di approvvigionamento tramite
oleodotti e petroliere, il mercato del gas è suddiviso
in regioni. Il prezzo in Nord America può differire molto
dal prezzo europeo. Il motivo è che quasi tutto il gas
viene distribuito dai gasdotti, pertanto i consumatori possono
accedere solo alle fonti cui sono collegati. E su questo fa leva
la Russia.
Quando gli europei si dicono allarmati alla prospettiva che, tra
due decenni, dovranno importare l'80% del loro gas, rispetto al
5O% di oggi, e che la maggior parte dei rifornimenti giungerà
dalla Russia, i russi rispondono che sono altrettanto preoccupati:
avranno infatti un unico cliente. Questo è vero, ma niente
affatto rassicurante per l'Europa, visto che il gigante russo
del gas, Gazprom, sta cercando di comprare alcune società
di distribuzione europee, in modo da incrementare il suo controllo.
Tuttavia si profila una soluzione all'orizzonte e gli europei
dovrebbero discuterne nei loro summit in modo da adottarla al
più presto. La soluzione sta nel gas liquido, che viene
trasportato dalle navi cisterna e pertanto può essere acquistato
in ogni parte del mondo. Al giorno d'oggi, il gas liquido costituisce
solo il 7% di tutte le forniture globali ed è utilizzato
principalmente da Giappone e Corea dei Sud. Il problema è
che occorrono terminali specializzati per le navi cisterna, costosi
da realizzare e alquanto brutti. L'italia dispone di un unico
terminale dì questo genere. Ne sono stati programmatì
altri, tra mille polemiche. L'Italia dovrebbe affrettarsi a superare
queste controversie e a costruirne di nuovi, il prima possibile.
Quando il gas arriverà anche con le navi cisterna, e non
solo dai gasdotti, non ci sarà motivo di aver paura dei
russi.
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