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23/11/2006. Da Corriere Della Sera di Bill Emmot (trad. Rita Baldassarre).

SICUREZZA ENERGETICA.
GAS LIQUIDO. COSI' MAI PIU' PAURA DEI RUSSI.

Da quando la Russia ha chiuso i rubinetti del gas all'Ucraina a gennaio, per i leader economici e politici di tutt'Europa la questione della «sicurezza energetica» è diventata davvero.., scottante!
Tutti sono in allarme. Corre voce che la Nato si stia già preoccupando che la Russia voglia mettere su un cartello di produttori di gas. Anche il governo tedesco si fa sentire.
[...].
Eppure ci sono solo due modi per placare le ansie europee sulla sicurezza energetica: tramite investimenti mirati per diversificare le fonti di rifornimento di gas, al fine di ridurre la dipendenza dalla Russia; e sperando in una recessione americana, che rallenterebbe di molto la richiesta di gas e petrolio, tenendo bassi i prezzi per qualche anno anche di un bel po' e spostando l'equilibrio di forza dai produttori come la Russia verso i consumatori.
[...].
Il vero problema dell'energia è l'instabilità dei prezzi che abbiamo registrato negli ultimi cinque anni, non il livello dei prezzi. E il vero problema dell'Europa non è il petrolio, bensì il gas. Certo, il prezzo del gas è condizionato dal prezzo del petrolio, visto che sono intercambiabili. Ma c'è una differenza. Mentre il petrolio ha un mercato globale unificato, con molte fonti di approvvigionamento tramite oleodotti e petroliere, il mercato del gas è suddiviso in regioni. Il prezzo in Nord America può differire molto dal prezzo europeo. Il motivo è che quasi tutto il gas viene distribuito dai gasdotti, pertanto i consumatori possono accedere solo alle fonti cui sono collegati. E su questo fa leva la Russia.

Quando gli europei si dicono allarmati alla prospettiva che, tra due decenni, dovranno importare l'80% del loro gas, rispetto al 5O% di oggi, e che la maggior parte dei rifornimenti giungerà dalla Russia, i russi rispondono che sono altrettanto preoccupati: avranno infatti un unico cliente. Questo è vero, ma niente affatto rassicurante per l'Europa, visto che il gigante russo del gas, Gazprom, sta cercando di comprare alcune società di distribuzione europee, in modo da incrementare il suo controllo.

Tuttavia si profila una soluzione all'orizzonte e gli europei dovrebbero discuterne nei loro summit in modo da adottarla al più presto. La soluzione sta nel gas liquido, che viene trasportato dalle navi cisterna e pertanto può essere acquistato in ogni parte del mondo. Al giorno d'oggi, il gas liquido costituisce solo il 7% di tutte le forniture globali ed è utilizzato principalmente da Giappone e Corea dei Sud. Il problema è che occorrono terminali specializzati per le navi cisterna, costosi da realizzare e alquanto brutti. L'italia dispone di un unico terminale dì questo genere. Ne sono stati programmatì altri, tra mille polemiche. L'Italia dovrebbe affrettarsi a superare queste controversie e a costruirne di nuovi, il prima possibile.
Quando il gas arriverà anche con le navi cisterna, e non solo dai gasdotti, non ci sarà motivo di aver paura dei russi.