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10/12/2006. Da Il Piccolo di Marco Ballico.

Gli enti locali hanno un tempo limite per esprimere il loro parere sull’impatto ambientale.
RIGASSIFICATORI, UN MESE PER DECIDERE.

TRIESTE. La palla sui rigassificatori ritorna ai Comuni. Entro un mese dovranno dire se gli impianti in provincia di Trieste hanno un impatto ambientale sostenibile oppure no. E se dunque si possono fare, così come vorrebbe la Regione. Lo decideranno, eventualmente cambiando un parere che in estate era stato negativo, dopo aver visto l’integrazione alla documentazione sui due terminal che è stata consegnata agli uffici comunali interessati qualche giorno fa.

Lo scorso mese di agosto, nell’ultima seduta prima delle vacanze, il presidente Riccardo Illy annunciò che la Regione avrebbe chiesto al governo nazionale e a Endesa e Gas Natural, le due società che intendono realizzare nel golfo di Trieste impianti di rigassificazione, un'integrazione della documentazione fino ad allora fornita, in modo da poter esprimere con piena consapevolezza il parere nell'ambito della procedura di Via, la Valutazione di Impatto Ambientale. Sia l’autorizzazione a costruire gli impianti sia la procedura di Via dipendono da Roma, ma Regioni ed enti locali sono comunque chiamati a partecipare all’iter esprimendo un parere. Di qui il sollecito a governo e aziende interessate a rimediare ad alcune lacune nella documentazione prodotta a inizio anno, non completamente rispondente alle norme nazionali ed europee. Risultavano in particolare carenti le motivazioni di singole scelte tecniche adottate e l’indicazione di eventuali alternative. Come esempio la giunta Illy rilevò le questioni dell’impiego del cloro per evitare la formazione di alghe negli impianti e la collocazione delle prese e degli scarichi dell'acqua nella baia di Muggia. In entrambi i casi non si riscontrava nella documentazione oggetto d’esame un opportuno approfondimento che giustificasse le scelte adottate.

La Regione, Illy in testa, non si è rassegnata. Secondo il presidente, grazie ai rigassificatori potrebbe essere garantito in regione, tra l'altro con costi ridotti, l'uso del gas sia per gli impieghi civili e industriali, sia per la produzione di energia elettrica, tenendo presente la prossima entrata in funzione della centrale a turbogas della Edison di Torviscosa e della parziale conversione della centrale Endesa di Monfalcone. Convinta che simili impianti possano sopperire alle carenze nelle forniture di gas attuali e soprattutto future, in previsione della costruzione di nuove centrali termoelettriche a gas o della conversione di impianti che oggi utilizzano altri combustibili fossili, e puntando dunque alla realizzazione di almeno uno dei due impianti progettati nel golfo di Trieste, la giunta ha deciso di richiedere ulteriore documentazione. E l’ha ottenuta. Riparte dunque ora l’iter che prevede il parere degli enti locali.

I consigli comunali hanno 30 giorni di tempo per esprimere un parere riaggiornato. Poi toccherà alla Regione. Infine, allo Stato. Che terrà conto delle opinioni locali. Così almeno assicurò un paio di mesi fa il ministro Antonio Di Pietro: «I rigassificatori vanno fatti con provvedimenti d’intesa con le Regioni e nel rispetto delle autonomie locali. È un tema politico che va risolto attraverso il dialogo. Nel caso in cui ci sia una contrapposizione, si tratterà di insistere con il metodo della concertazione».