12/12/2006.
Da
Il
Piccolo di Maddalena Rebecca.
MUGGIA Il progetto della società spagnola prevede un terminal
gnl nell’area ex Esso.
GAS NATURAL, NUOVO DOSSIER.
Integrata la documentazione inviata al ministero e alla
Regione.
Arriverà questa mattina negli uffici della Regione e del
Ministero dell’Ambiente la documentazione integrativa con
cui Gas Natural punta a fugare tutti i dubbi legati alla realizzazione
del terminal gnl nell’area ex Esso. Il materiale, migliaia
di pagine suddivise in quattro corposi volumi, contiene le risposte
alle tante domande avanzate circa quaranta giorni fa da Roma e
dalla commissione regionale per la Valutazione di impatto ambientale.
Sarà proprio questa commissione, ora, a dover visionare
gli approfondimenti prodotti dal colosso spagnolo e ad esprimere
un parere che andrà poi trasferito al Ministero, presumibilmente
nei primi mesi del prossimo anno. Il passaggio successivo sarà
la convocazione della Conferenza dei servizi.
La documentazione dedica ampio spazio al capitolo della sicurezza
dell’impianto. Gas Natural, servendosi anche dei pareri
espressi da soggetti terzi come Università ed enti certificatori,
intende dimostrare la piena compatibilità ambientale del
progetto gnl in zona industriale e la totale assenza di rischi
legati tanto alla realizzazione quanto al funzionamento del terminal.
Per rafforzare questa tesi, il gruppo spagnolo ha arricchito il
materiale inviato alla Regione e al Ministero (tecnicamente un
approfondimento e non un’integrezione rispetto allo Studio
di impatto ambientale presentato mesi fa), con una serie di studi
sulla sicurezza legata all’inserimento dell’impianto
nel contesto portuale e con un parere positivo rilasciato sullo
stesso argomento dalla Capitaneria di Porto di Trieste.
Parti consistenti sono dedicate inoltre agli aspetti più
tecnici del processo, con un’attenzione particolare alle
fasi del riscaldamento e del raffreddamento dell’acqua,
illustrate anche attraverso particolari simulazioni. «Inoltre,
a fronte di alcune specifiche domande mosse dal Ministero - precisa
Giuseppe Muscio, responsabile relazioni esterne di Gas Natural
Italia - abbiamo messo ancor più a fuoco il quadro generale
nel quale si inserisce il progetto dell’area ex Esso. Il
nostro gruppo conta una flotta di 12 navi con una tredicesima
in arrivo e ha contratti di approvvigionamento con paesi esteri:
garanzie sufficienti per affermare che saremo in grado di portare
il gas a Trieste e di ricavare dall’operazione anche un
ritorno economico, da sommare a quello che verrà trasferito
sull’economia locale».
12/12/2006. Da
Il
Piccolo di Sergio Rebelli.
Il primo cittadino ha un mese di tempo per pronunciarsi sull’impianto.
NESLADEK: ASPETTO INFORMAZIONI.
MUGGIA. «Vedremo quali sono le integrazioni, quali cose
saranno state risolte, quali saranno le risposte alle nostre richieste».
Il sindaco di Muggia Nerio Nesladek non ha ancora notizie sulla
nuova documentazione fornita dalle ditte che stanno proponendo
la costruzione di rigassificatori nel golfo di Trieste. E proprio
Muggia, assieme ad altri Comuni e alla stessa Regione, aveva chiesto,
ad inizio estate, tali integrazioni ai progetti. Ora Gas Natural,
riguardo il progetto a Zaule, ha fornito le integrazioni richieste,
e presto la palla tornerà ai Comuni che avranno un mese
di tempo per dare il loro parere.
Nesladek dice: «Dobbiamo vedere che cosa è stato
risolto, qual è il quadro economico fornito su nostra richiesta,
e tutto il resto». A suo tempo, subito dopo le elezioni,
erano state chieste delle proroghe alla Regione sui termini per
l’espressione dei pareri, visto, appunto, l’insediamento
di nuove amministrazioni e il poco tempo a disposizione per valutare
la documentazione.
Ora, un mese basterà? «Vedremo se quanto fornito
sarà sufficientemente esaustivo per poter dare un “sì”
o un “no”», dice il sindaco. La mancanza di
informazioni in merito ai progetti era stata una lamentela espressa
fin da subito a Muggia, ma non solo. Lo stesso sindaco aveva criticato
il fatto che il Comune di Muggia era stato escluso dalla prima
conferenza dei servizi che aveva analizzato i progetti (convocata
nell’autunno scorso). Anche se sarebbe stato solo un uditore,
non avendo competenza territoriale diretta.
Il primo «no» di Muggia si era basato su motivazioni
ambientali, di sicurezza, di impatto socio-economico («Lo
sviluppo pensato per Muggia va in ben altra direzione»,
era stato detto), e per il fatto che ancora non sono noti i rapporti
costi-benefici. Alle motivazioni tecniche, erano stati aggiunti
dei punti di carattere politico: «Ogni decisione dovrà
tener conto della volontà della popolazione, come previsto
da leggi internazionali, europee e nazionali, come l’Agenda
21. Ma c’è anche un’oggettiva incompatibilità
tra i due progetti se realizzati contemporaneamente», aveva
rimarcato il sindaco durante la discussione in aula.