|› ASCOLTA ASCOLTA (clicca per ascoltare la lettura del testo presente nella pagina). Per informazioni su questo servizio, contattaci.



tecnosophia.org


associazione no-profit per la promozione della Scienza, della Tecnologia e dell'Ecologia Razionale
non-profit organization for the promotion of Science, Technology and Rational Ecology
asociación sin fines de lucro para la promoción de la Ciencia, de la Tecnología y de la Ecología Racional


Tecnosophia è una ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale)
email: infochiocciolinatecnosophia.org - C.F. 90029350312 - Fax: +391782710677 - © 2006 h-design.org


 
 
12/12/2006. Da Il Piccolo di Maddalena Rebecca.

MUGGIA Il progetto della società spagnola prevede un terminal gnl nell’area ex Esso.
GAS NATURAL, NUOVO DOSSIER.
Integrata la documentazione inviata al ministero e alla Regione.

Arriverà questa mattina negli uffici della Regione e del Ministero dell’Ambiente la documentazione integrativa con cui Gas Natural punta a fugare tutti i dubbi legati alla realizzazione del terminal gnl nell’area ex Esso. Il materiale, migliaia di pagine suddivise in quattro corposi volumi, contiene le risposte alle tante domande avanzate circa quaranta giorni fa da Roma e dalla commissione regionale per la Valutazione di impatto ambientale. Sarà proprio questa commissione, ora, a dover visionare gli approfondimenti prodotti dal colosso spagnolo e ad esprimere un parere che andrà poi trasferito al Ministero, presumibilmente nei primi mesi del prossimo anno. Il passaggio successivo sarà la convocazione della Conferenza dei servizi.

La documentazione dedica ampio spazio al capitolo della sicurezza dell’impianto. Gas Natural, servendosi anche dei pareri espressi da soggetti terzi come Università ed enti certificatori, intende dimostrare la piena compatibilità ambientale del progetto gnl in zona industriale e la totale assenza di rischi legati tanto alla realizzazione quanto al funzionamento del terminal. Per rafforzare questa tesi, il gruppo spagnolo ha arricchito il materiale inviato alla Regione e al Ministero (tecnicamente un approfondimento e non un’integrezione rispetto allo Studio di impatto ambientale presentato mesi fa), con una serie di studi sulla sicurezza legata all’inserimento dell’impianto nel contesto portuale e con un parere positivo rilasciato sullo stesso argomento dalla Capitaneria di Porto di Trieste.

Parti consistenti sono dedicate inoltre agli aspetti più tecnici del processo, con un’attenzione particolare alle fasi del riscaldamento e del raffreddamento dell’acqua, illustrate anche attraverso particolari simulazioni. «Inoltre, a fronte di alcune specifiche domande mosse dal Ministero - precisa Giuseppe Muscio, responsabile relazioni esterne di Gas Natural Italia - abbiamo messo ancor più a fuoco il quadro generale nel quale si inserisce il progetto dell’area ex Esso. Il nostro gruppo conta una flotta di 12 navi con una tredicesima in arrivo e ha contratti di approvvigionamento con paesi esteri: garanzie sufficienti per affermare che saremo in grado di portare il gas a Trieste e di ricavare dall’operazione anche un ritorno economico, da sommare a quello che verrà trasferito sull’economia locale».


12/12/2006. Da Il Piccolo di Sergio Rebelli.

Il primo cittadino ha un mese di tempo per pronunciarsi sull’impianto.
NESLADEK: ASPETTO INFORMAZIONI.

MUGGIA. «Vedremo quali sono le integrazioni, quali cose saranno state risolte, quali saranno le risposte alle nostre richieste». Il sindaco di Muggia Nerio Nesladek non ha ancora notizie sulla nuova documentazione fornita dalle ditte che stanno proponendo la costruzione di rigassificatori nel golfo di Trieste. E proprio Muggia, assieme ad altri Comuni e alla stessa Regione, aveva chiesto, ad inizio estate, tali integrazioni ai progetti. Ora Gas Natural, riguardo il progetto a Zaule, ha fornito le integrazioni richieste, e presto la palla tornerà ai Comuni che avranno un mese di tempo per dare il loro parere.

Nesladek dice: «Dobbiamo vedere che cosa è stato risolto, qual è il quadro economico fornito su nostra richiesta, e tutto il resto». A suo tempo, subito dopo le elezioni, erano state chieste delle proroghe alla Regione sui termini per l’espressione dei pareri, visto, appunto, l’insediamento di nuove amministrazioni e il poco tempo a disposizione per valutare la documentazione.

Ora, un mese basterà? «Vedremo se quanto fornito sarà sufficientemente esaustivo per poter dare un “sì” o un “no”», dice il sindaco. La mancanza di informazioni in merito ai progetti era stata una lamentela espressa fin da subito a Muggia, ma non solo. Lo stesso sindaco aveva criticato il fatto che il Comune di Muggia era stato escluso dalla prima conferenza dei servizi che aveva analizzato i progetti (convocata nell’autunno scorso). Anche se sarebbe stato solo un uditore, non avendo competenza territoriale diretta.

Il primo «no» di Muggia si era basato su motivazioni ambientali, di sicurezza, di impatto socio-economico («Lo sviluppo pensato per Muggia va in ben altra direzione», era stato detto), e per il fatto che ancora non sono noti i rapporti costi-benefici. Alle motivazioni tecniche, erano stati aggiunti dei punti di carattere politico: «Ogni decisione dovrà tener conto della volontà della popolazione, come previsto da leggi internazionali, europee e nazionali, come l’Agenda 21. Ma c’è anche un’oggettiva incompatibilità tra i due progetti se realizzati contemporaneamente», aveva rimarcato il sindaco durante la discussione in aula.