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Da James Lovelock*, LA RIVOLTA DI GAIA, Rizzoli, Milano, 2006.

p. 21, 22.
[…]. Io sono ciò che si direbbe un “verde”, e si potrebbe pensare che io mi annoveri fra costoro, ma sono anche e soprattutto uno scienziato; per questo chiedo insistentemente a quelli che tra i verdi sono miei amici di rivedere le loro ingenue convinzioni sul fatto che lo sviluppo sostenibile, l’energia rinnovabile e i risparmi di energia siano tutto ciò che deve essere attuato. Più di ogni altra cosa, essi devono lasciar cadere la loro ostinata opposizione all’energia nucleare. Anche qualora avessero ragione sui suoi pericoli – e no ce l’hanno – il suo uso come fonte di energia certa, sicura e affidabile porrebbe un rischio insignificante rispetto al pericolo reale di ondate di calore intollerabili e letali, e di un innalzamento del livello del mare tale da minacciare ogni città costiera del mondo. Il concetto di energia rinnovabile suona bene, ma finora è inefficiente e costoso. Ha certamente un futuro, ma ora noi non abbiamo il tempo per sperimentare fonti di energia ancora poco più che immaginarie: la civiltà è in pericolo imminente, e dobbiamo passare al nucleare ora, oppure rassegnarci alla dolorosa punizione che il nostro oltraggiato pianeta vorrà infliggerci. Dobbiamo naturalmente seguire il buon consiglio del risparmio energetico, e dobbiamo farlo ogniqualvolta ci sia possibile, ma ho il sospetto che, come quando si tratta di perdere peso, ciò sia più facile a dirsi che a farsi. I risparmi significativi di energia derivano da progetti di vasta portata, e ci vogliono decenni prima che tali progetti raggiungano la maggioranza degli utenti.
Non sto raccomandando l’energia da fissione nucleare come panacea a lungo termine per il nostro pianeta sofferente, o come risposta a tutti i nostri problemi. La vedo come la sola medicina efficace di cui disponiamo ora. […]

p. 24.
[…]. Viviamo in un epoca in cui le emozioni e le sensazioni contano più della verità, e l’ignoranza scientifica impera. Abbiamo permesso agli scrittori di fantascienza e alle lobby ecologiste di sfruttare la paura del nucleare e di quasi ogni novità scientifica, nella stessa maniera in cui, fino a tempi non troppo lontani, le chiese sfruttavano la paura dell’inferno. […].

* James Lovelock su Wikipedia; James Lovelock's web site.