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29/01/2007. Da Il Piccolo di Paola Bolis.

«Technosophia»: dietro la questione rischi si nasconde una mentalità vecchia.

Il vicesindaco interviene sul caso Gas Natural dopo l’accordo raggiunto tra Comune e Amministrazione del Friuli Venezia Giulia.
RIGASSIFICATORI, LIPPI RILANCIA SULL'INTESA CON ILLY.
An: benefici economici, la Regione s’impegni. Wwf: prima la sicurezza, poi il business
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Rigassificatori, bene il gioco di squadra tra Comune e Regione con Gas Natural. Ma che sia a carte scoperte. Contro il sospetto che il governatore Illy voglia coinvolgere pezzi di territorio - da Gorizia a Udine - «acquisendo consensi in vista delle prossime tornate elettorali». Così il vicesindaco e presidente provinciale di An Paris Lippi giudica l’intesa trovata tra Comune Regione e AcegasAps sulla prosecuzione della partita con Gas Natural, al cui impianto di Zaule il Comune aveva detto no per il mancato accordo sui vantaggi economici prospettati alla città. Ma se gli enti proseguono le trattative, il Wwf avverte: «Nessun accordo commerciale potrà compensare» i rischi ambientali che secondo gli ambientalisti l’impianto comporterebbe.

Lippi in una nota osserva come «la valutazione delle eventuali ricadute economiche interessa anche alla Regione che giudicava male l’interesse espresso dal sindaco Dipiazza» (ricordando come il Comune di solo impatto ambientale si sarebbe dovuto occupare, ndr). Il Comune avrebbe delle royalties, ma «il profitto maggiore lo trarrebbe la Regione». Lippi reputa dunque «logico un eventuale stanziamento da parte della Regione al Comune che, più di altri, si esporrebbe a rischio ambientale». E così il vicesindaco suggerisce a Dipiazza di chiedere alla Regione «di mettere nero su bianco se intenda far ricadere sul nostro Comune parte dell’Iva derivante dall’attività di Gas Natural», impegno che «dimostrerebbe anche il reale interesse del governatore e della sua giunta per Trieste». Enti, istituzioni e sindacati dovrebbero stringere un accordo che a fronte del rigassificatore preveda «la chiusura della Ferriera e un conseguente riassorbimento della mano d’opera nel nuovo progetto».

Infine, «mi chiedo - aggiunge Lippi - come Gas Natural abbia indicato i tre industriali con cui intraprendere un dialogo. Gli sono stati indicati da qualcuno? E perché non imprenditori triestini? Non vorrei che quel “qualcuno” suggerisca di far entrare nella cordata anche Iris di Gorizia che con il nostro territorio non c’entra nulla. Vuoi vedere che noi ci preoccupiamo di dare a Trieste un’opportunità, mentre qualcun altro tenta di coinvolgere il resto della regione per portare avanti le proprie spiccate capacità di “comunicazione”, acquistando consensi».

Ribadisce il sì ai rigassificatori intanto l’associazione Tecnosophia, che col segretario Walter Mendizza apprezza il «gioco di squadra»: «Dalle analisi di rischio prodotte, la questione sicurezza rientra ampiamente nei parametri normali di qualsiasi altra attività che va tenuta sotto controllo per i rischi connaturati all’attività stessa». Il nodo sicurezza secondo Tecnosophia è stato tirato in ballo solo «per nascondere una mentalità vecchia in una città vecchia», che se la prende «con coloro che vogliono portare una ventata di novità o che vorrebbero salvare la città dalla sua decadenza, accusandoli di disastri che risiedono solo nella paura del cambiamento, dell'innovazione, di diventare adulti e prenderci la responsabilità della nostra crescita».