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13/03/2007. Da Il Piccolo di Giulio Garau.

Morandini: «Non basta il risparmio energetico, bisogna puntare sulle fonti rinnovabili».
CONFINDUSTRIA: SÌ AI RIGASSIFICATORI A TRIESTE.

TRIESTE. Si ai rigassificatori in Italia e anche a Trieste. A sostenerlo il vicepresidente di Confindustria, e presidente della Piccola industria, Giuseppe Morandini al termine di una visita all’Associazione degli Industriali di Trieste e dell’incontro con gli associati. Lo aveva detto pochi mesi fa anche lo stesso presidente di Assindustria di Trieste, Corrado Antonini, che tra i temi urgenti quello energetico è cruciale per lo sviluppo dell’impresa visto che le aziende italiane pagano l’energia il 30% in più rispetto ai concorrenti europei con dinamiche di aumento dei costi tra il 20 e il 30%. «Non basta il risparmio energetico, bisogna puntare sulle fonti rinnovabili – ha detto Morandini – concentrarsi su energia e nuove infrastrutture energetiche. Dobbiamo programmare nuovi impianti, i rigassificatori e nel contempo si deve continuare la ricerca sul nucelare. Se non prendiamo le distanze dal petrolio prima possibile rischiamo».

Ma l’emergenza energetica non è stato l’unico tema del vertice tra Morandini e i rappresentanti delle Piccole imprese locali, un incontro che anticipa il convegno nazionale sul sistema italiano della piccola impresa che si terrà a Genova a fine mese. Si è parlato anche di fiscalità e incentivi e di burocrazia. Un’occasione per fare il punto sulla situazione di Trieste e del Friuli Venezia Giulia e per questo accanto a Morandini oltre ai presidenti del Comitato regionale, Gianfranco Rados e provinciale, Stefano De Monte, c’era l’assessore regionale al lavoro, formazione, Università e ricerca, Roberto Cosolini. Proprio sul fronte fiscalità sia l’Austria (con il 25%) che la Slovenia (ora il 23% che diventerà 20 nel 2010) hanno adottato una politica aggressiva riducendo la tassazione degli utili e Morandini ha lanciato un monito: «Ci aspettiamo una politica sensibile, e questo al di là del limite di tassazione. Serve una fiscalità virtuosa che aiuti la crescita». Imprese, ha ricordato il vice di Confidustria, alle quali «se dobbiamo attribuire un merito è quello di non aver delocalizzato se non in certe condizioni per mantenersi sul mercato. Le piccole imprese hanno mantenuto occupazione, lavoro e ricchezza in Italia». Una risposta a chi paventa la possibilità di trasferimenti in massa oltreconfine. Un rischio che non c’è per il Friuli Venezia Giulia secondo Morandini (che tra l’altro è friulano): «Una regione all’avanguardia rispetto alle esigenze delle piccole imprese grazie a strumenti legislativi innovativi guardati con interesse anche da altre regioni – ha spiegato – lo dico spesso agli incontri istituzionali che ho in giro per l’Italia e ho portato anche alcuni rappresentanti regionali in Comitato centrale a Roma per spiegare come sono state costruite le leggi. Mi riferisco alla Bertossi, a quella sul buon lavoro di Cosolini e sull’innovazione». E proprio grazie all’attrattività del Friuli Venezia Giulia, ha rivelato ieri lo stesso Cosolini: «Secondo le proiezioni sulla crescita 2008-2009 prevedono un aumento maggiore del Pil in Friuli Venezia Giulia rispetto alle altre regioni del Nordest e alla stessa Slovenia». Quest’ultima frenata dagli impegni per l’entrata nell’Ue e soprattutto nell’area euro.

Toccato infine anche il tema della ricerca e dell’innovazione. In Italia si investe l’1,1% del Pil contro il 2,5% della Germania. «La maggioranza degli investimenti viene fatta proprio dalle piccole imprese – ha concluso Morandini – che suppliscono alle carenze di intervento del pubblico e delle grandi imprese, senza contare poi che il processo di ricerca delle piccole imprese è un elemento quotidiano che spesso sfugge alle statistiche Istat ma che ha permesso alle aziende di resistere al difficile quinquennio 2001-2005. Le imprese hanno continuato a investire ed ora sono pronte per la ripresa economica al quale contribuiscono per il 60% dell’export italiano».