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14/03/2007. Da Il Piccolo di gi. pa..

RIGASSIFICATORI, VALUTAZIONI IN TEMPI LUNGHI.

Si allungano i tempi per le decisioni del ministero dell’Ambiente in relazione ai progetti degli impianti di rigassificazione presentati da Gas Natural e da Endesa (nell’area ex Esso il primo, in mezzo al golfo il secondo). Allo stato attuale non è poi prevedibile un termine entro il quale il discastero si esprimerà.

A rallentare le procedure c’è il previsto coinvolgimento della Slovenia sulla valutazione dei due progetti, annunciato dal ministro Pecoraro Scanio nella sua visita a Trieste poco più di un mese fa. In quell’occasione, nel corso di una conferenza stampa assieme al presidente della Regione Illy, il ministro aveva affermato che «gli impegni internazionali impongono, nel caso dei rigassificatori progettati nel golfo di Trieste, di avere attenzione verso la Slovenia e la Croazia, che hanno scritto a me e a D’Alema per essere coinvolte». Pecoraro Scanio aveva riconosciuto che ciò rende la cosa più complessa. «Se servirà – aveva sottolineato – impiegheremo più tempo per le valutazioni, ma abbiamo interesse ad ottenere risposte dai Paesi vicini». Il ministro aveva comunque assicurato che «le varie proposte per gli impianti di rigassificazione saranno valutate in maniera rigorosa», aggiungendo però che «il gas è un combustibile fossile, mentre bisogna puntare sulle energie rinnovabili».

Se con la Croazia l’esame dei progetti dei due rigassificatori è soprattutto un problema di informazione, con la Slovenia, stato membro dell’Unione europea, la questione è più complessa e si sta appena studiando come affrontarla. «Il protocollo Espoo, sottoscritto dai Paesi dell’Ue – spiega Alessandro Metz, consigliere regionale dei Verdi – prevede che, nel caso di due Paesi confinanti, di cui uno preveda di realizzare un progetto che abbia impatti sull’altro, di adottare procedure comuni. E’ la prima volta che questo protocollo si applica in Italia. Serve quindi del tempo per interpretarlo e gestirlo in relazione al caso specifico».

E la valutazione d’impatto ambientale? «Mi risulta che sia ferma per entrambi i progetti – risponde Metz –. Partirà solo dopo che si sarà risolto il problema principale. Si tratta comunque di valutare se farla a livello ”nazionale” o assieme alla Slovenia». Su un altro fronte, quello delle bonifiche del Sito inquinato di interesse nazionale, la visita di Pecoraro Scanio ha cambiato in qualche modo le prospettive. Su questo secondo tema, critico per l’economia della provincia ma anche di altree aree regionali, il ministro ha incaricato il direttore generale del ministero, Mascazzini, di compiere una ricognizione con gli enti e le parti interessate. «All’inizio di aprile, o al massimo a metà – annuncia Metz – accompagnerò Mascazzini in una serie di incontri a Trieste e nella regione che avranno lo scopo di trovare un punto di convergenza sulle diverse esigenze. Dovremo delineare un quadro approfondito che fornisca in prospettiva una soluzione all’annoso problema delle zone inquinate».