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15/06/2007. Da Il Piccolo di Elisa Coloni.

La società pronta a presentare ulteriori documentazioni sul progetto del rigassificatore.
GAS NATURAL NON MOLLA: TRIESTE CI INTERESSA.

Gas Natural non molla la presa sul Golfo di Trieste e rilancia la sua battaglia per l’insediamento del rigassificatore nell’area ex Esso a Zaule. Dopo la fumata nera dell’esecutivo regionale, che il primo giugno ha dato parere negativo ai due progetti per la realizzazione di impianti Gnl (quello di Gas Natural e quello di Endesa, off-shore), la società ha infatti annunciato di essere pronta a presentare «tutte le documentazioni necessarie a chiarire e sciogliere i dubbi residui sui temi sollevati dalla Regione». Nessun passo indietro, dunque, da parte di Gas Natural, pronta all’«avanzata» verso Roma, carte alla mano. La parola fine a una delle questioni più discusse degli ultimi mesi, infatti, sarà solo il ministero dell’Ambiente a poterla mettere, fornendo la valutazione di impatto ambientale.

Non più tardi di qualche giorno fa la giunta Illy aveva detto no ai due rigassificatori a Trieste. Pur esprimendo un giudizio favorevole sotto il profilo socio-economico, da piazza Oberdan erano state sollevate obiezioni legate ai rischi potenziali sull’ambiente e sulla salute dei cittadini, evidenziando che nella documentazione presentata da Gas Nautral e Endesa, permanevano «carenze documentali e progettuali, che non dimostravano l’assenza di pericoli». La Regione aveva però sottolineato la disponibilità a ospitare un rigassificatore in Fvg, ma «solo a determinate condizioni», chiedendo che le società fornissero al ministero un quadro documentale che consentisse di superare le perplessità. Tra le condizioni indicate dall’esecutivo rientrava ad esempio, per il progetto nell’area di Zaule, un prolungamento della condotta di scarico delle acque fredde oltre la diga foranea.

Gas Natural ha risposto all’appello: «Vogliamo investire a Trieste e realizzare il rigassificatore, che rappresenta un’importante infrastruttura - spiega la società attraverso il suo portavoce - necessaria non solo per il sistema energetico nazionale, ma anche per lo sviluppo economico del territorio. La Regione ha richiesto maggiore chiarezza documentale e noi stiamo preparando le carte da presentare al ministero, con cui risponderemo a tutte le obiezioni sollevate. Il rigassificatore di Zaule sarebbe simile a molti altri in esercizio a livello mondiale: impianti sicuri, puliti, con una tecnologia consolidata in oltre 50 anni di esperienza - spiega ancora Gas Natural -. Nella sola Spagna ce ne sono 6 in funzione e altri 3 in fase di progettazione».

Sull’annuncio di Gas Natural, secco il commento di Lodovico Sonego, assessore regionale a Infrastrutture ed energia: «La questione dei rigassificatori non è più di dominio della Regione - spiega Sonego - ma ora è di esclusiva competenza del ministero. In ogni caso prendo atto della volontà di Gas Natural di non abbandonare il progetto. Se vogliono fare sul serio non hanno che da rimboccarsi le maniche». In attesa di «vedere quel che succede a Roma» resta il sindaco Dipiazza, che ad oggi dichiara di non essersi spostato di un centimetro dalla posizione iniziale: «Ribadisco ancora una volta che sono convinto che il rigassificatore a Zaule potrebbe essere una grande opportunità economica per Trieste - afferma Dipiazza -. Il piano dell’energia è un piano strategico per il Paese. La Regione ha detto no, e credo che c’entri la questione del cementificio. Non ho intenzione di fare le guerre puniche per i rigassificarori. Vedremo cosa decide Roma ».