|› ASCOLTA ASCOLTA (clicca per ascoltare la lettura del testo presente nella pagina). Per informazioni su questo servizio, contattaci.



tecnosophia.org


associazione no-profit per la promozione della Scienza, della Tecnologia e dell'Ecologia Razionale
non-profit organization for the promotion of Science, Technology and Rational Ecology
asociación sin fines de lucro para la promoción de la Ciencia, de la Tecnología y de la Ecología Racional


Tecnosophia è una ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale)
email: infochiocciolinatecnosophia.org - C.F. 90029350312 - Fax: +391782710677 - © 2006 h-design.org


 
 
SPECIALE GAS E RIGASSIFICATORI. - INTERVISTA.

Gianpaolo Zernetti.
Ingegnere. Consulente per Wartsila. Esperto in grandi motori dieses e gas.


intervista 29 luglio 2006 (audio temporaneamente non disponibile).

00.00 il gas naturale per i motori a combustione interna. Elevati rendimenti e riduzione degli inquinanti.
20.40 la distribuzione del gas in Italia. Gasdotti e trasporto navale. Rigassificazione. L'industria del freddo.
32.10 motori a gas e trasformazione di grandi motori diesel in motori a gas.
39.30 metaniere e altre navi con motori a gas (l'esempio norvegese).

« A me interessa l’utilizzo sui motori a combustione interna… rispetto a tutti i combustibili liquidi di natura fossile i vantaggi sono: eliminazione pressoché totale degli ossidi di zolfo,
riduzione che va dal 30% di riduzione fino al 10 o 5% non di riduzione ma di residuo di Ossido di azoto NOx … rientrando non solo nella normativa europea ma addirittura dimezzandola…
Una riduzione enorme del particolato (la parte solida).
Rimane quasi invariata la parte di CO.
La parte CO2 è una cosa ineliminabile, nelle applicazioni più recenti, (alcuni motori che stiamo studiando alla Wartsila) si riesce ad ottenere un 47% di rendimento. Nessun altro processo termodinamico riesce a fare una cosa simile.
[...].
La disponibilità mondiale del gas è superiore a quella degli idrocarburi… è molto più facile realizzare misure di protezione di una grossa centrale piuttosto che realizzare misure di protezione [nei confronti degli inquinanti emessi. Ndr.] per 100.000 automobili o 50.000 impianti di riscaldamento… E’ ovvio che è vantaggioso, è “pazzescamente” vantaggioso dal punto di vista ambientale avere una centrale che funzioni a gas piuttosto che una che funzioni a combustibile pesante piuttosto che a carbone…
[...].
La turbina a gas è molto favorita perché ha una combustione continua e non intermittente come quella del motore e quindi avviene a temperature molto più basse e quindi la formazione di NOx senza particolari procedimenti di contenimento è circa un quarto di quella del motore Diesel. Il sistema di abbattimento è complicato per i motori, è abbastanza semplice se c’è un motore a gas che emette troppo NOx, che si può abbattere a valle, è relativamente semplice con motore che lavora con un motore a gasolio, combustibile relativamente leggero, ma diventa molto complicato con un combustibile pesante soprattutto se a elevato tenore di zolfo come normalmente il combustibile pesante di basso prezzo è. In questo caso il catalizzatore deve avere una sonda che misura la quantità di NOx istante per istante in funzione di questa, stabilisce quanta urea mandare al catalizzatore, quindi la quantità è dosata in funzione di quello che serve. Per cui se dovesse sballare il sistema di regolazione se ne mando di meno vuol dire che un po’ di NOx si fa lo stesso, se ne mando di più è meglio che se avessimo lasciato perdere.
Mentre invece per gli ossidi di zolfo, questo dipende soltanto dal combustibile… se il combustibile di origine come il gasolio ha un prezzo elevato è ragionevolmente desolforabile, il combustibile pesante che ha un prezzo molto più basso di solito non si desolfora [...] Il nostro amico Gheddaffi ha la fortuna di avere sotto i piedi un combustibile a basso tenore di zolfo per cui da questo punto di vista il greggio libico è molto buono [...]
Il particolato è una bruttissima bestia invece. Lì esistono gli elettrofiltri (filtri elettro statici) che occupano tanto spazio, costano tantissimo e hanno un’efficienza del 50 % [...].
[...].
Il gas, ovviamente, è di tantissime qualità. Quello nostro è in grandissima parte proveniente dalla Russia, è un gas ad elevatissimo numero di ottani, questo è un elemento di grande anti-detonabilità cioè il gas naturale russo è fatto del 98% di metano ed il resto, 2%, di tutte le altre frazioni (propano, esano, pentano, ecc.) ed un n° di metano che è pesato di 92 che garantisce un potere antidetonante che i motori diesel che la detonazione temono, in condizioni ottimali… Poi in realtà i vari gas si incrociano, noi abbiamo quattro provenienze, quella russa, quella algerina, quella olandese (mare del nord) e una “minimissima” che è quella libica che in questo momento è risibile. Si sta progettando un gasdotto che partirà dalle regioni curde della Turchia che attraverserà la Grecia e arriverà verso Brindisi. Questa sarà una quinta fonte…
Arrivare con i metanodotti credo sia tutto sommato conveniente. Perché se ben gestito oggettivamente il costo dell’operazione dovrebbe essere minore, poi, ci mangia Putin, se ci mangia Ucraina e ce lo porta via anche e poi arriva qua quello che resta e poi c’è la Snam e poi ci sono le società locali, ecc. il prezzo è influenzato da un sacco di fattori che nulla hanno a che vedere con il costo industriale di un’operazione del genere. Per cui un metanodotto, se non ci sono attentati, ha il tempo di spesarsi in anni e poi ha tempo di fare utili per decenni prima di essere obsoleto.

Il trasporto navale è oggettivamente più costoso. Perché c’è il costo della liquefazione alla partenza, il costo di trasporto con oggetti sofisticati come sono le metaniere. Devono avere le cisterne per contenere il metano con isolazione. Ho visto le navi progettate dalla Fincantieri, la parete di isolazione della cisterna ha mezzo metro di spessore… in modo da poter mantenere a una temperatura molto bassa il combustibile liquido. Infine, poi, la famosa rigassificazione, il punto di arrivo per immettere nella rete nazionale o internazionale che sia. Io non ho elementi per avere parametri sui costi di rigassificazione… ma l’operazione di liquefazione, trasporto, ecc. è oggettivamente più costosa, però offre un vantaggio incredibile, che è la diversificazione!

Io oggi ho qua quattro fornitori, punto e basta, un domani chissà come, chissà quando potrò averne un quinto, ma poi non ne avrò altri. Cosa faccio? Per sfruttare i giacimenti della Bolivia che sono i secondi giacimenti del mondo, e faccio un metanodotto dalla Bolivia fino qua? Mai più! Quindi il trasporto navale è una carta micidiale per riuscire a scegliere la situazione più conveniente del momento in funzione delle condizioni economiche e soprattutto delle condizioni politiche…
Quindi potremo giocare sulle condizioni di differenziazione dei mezzi di approvvigionamento.
[...].
Con un impianto a terra, uno può avere un indotto che è la fine del mondo! Quindi uno ha disponibile una risorsa pregiatissima che è il freddo! Uno ci mette dietro industrie dei liofilizzati, dei conservati, degli scatolati… e qua si trova il freddo gratis come sottoprodotto dell’attività della gassificazione…
[...].
Infine c’è tutta la serie enorme di opportunità legate al minor inquinamento per es. un paese che si è mosso in maniera chiarissima in questo senso è la Turchia che fino a 5 anni fa non aveva un briciolo di normativa adesso ha una normativa abbastanza precisa. Noi abbiamo una grossissima centrale a Kiricalle a sud, sud-est della Turchia con 13 motori a 18 cilindri che sono fermi. Quasi sicuramente verranno venduti ad Iraq, perché c’era un discorso di inquinamento per cui nonostante fossero già dotati dello strabber per gli SOx però l’inquinamento per le NOx c’era per cui o si trasformano a gas ma il costo è elevato o vengono venduti… Altro caso, sempre in Turchia, un motore di una centrale da 17.000 KW, l’hanno venduto a qualcuno che sta in una scala inferiore dal punto di vista della sensibilità ambientale e l’hanno sostituito.
[...].
Poi c’è il sogno nel cassetto che è fare la stessa operazione in campo navale. Avere le metaniere che funzionino a gas. Di solito la gran parte delle metaniere hanno motori lenti a due tempi che funzionano a combustibile pesante. L’uovo di Colombo è dire che io ho un motore che funziona a gas e questo gas non è un gas qualsiasi ma è quello che va sprecato, perché per esigenza dei costi di isolamento dei volumi dei pesi ecc. la temperatura di mantenimento dei gas liquidi non è quella famosa dei -164 ma è una temperatura più alta; per cui si lascia che una parte dei gas trasportati evapori. E uno cosa fa? Primo, lo butta via, è uno spreco. Secondo, lo ri-liquefà cioè si porta a bordo un impianto di ri-liquefazione e quindi invece di fare una isolazione perfetta, lascio che qualcosina evapori però dopo lo ricomprimo. Terzo, la soluzione enormemente più furba, con il gas che mi avanza, perché evapora, il boil-off, lo mando nel motore e vado avanti gratis. Quindi io ho un motore dual fuel: che funziona a diesel e che funziona a gas. Quando vado a prendere il gas, funziono con il combustibile pesante. Quando porto a casa il gas, è gratis perché utilizzo il gas che altrimenti verrebbe buttato via.
In questo senso adesso si sono mossi alla grande i francesi ed i giapponesi. Noi abbiamo venduto almeno una dozzina di motori di questo tipo dual fuel dell’ultimissima generazione a Gas de France e a Società giapponesi. Questa è una strada ormai tardivamente ma consolidata.
La strada che sta venendo avanti è quella di altre navi che funzionino con GNL. Ci sono difficoltà tecniche, sia di Registrazione, sia amministrative. In questo momento l’unico Registro di Classifica che ha espresso una normativa in questo tipo di applicazioni è il Der Norske Veritas, norvegese. E l’unica bandiera che copre navi di questo tipo è la bandiera norvegese. L’unica al mondo… hanno i serbatoi di gas liquido e i motori che funzionano a gas.
[...] ».


Settembre 2006. A cura di Gianpaolo Zernetti
GAS NATURALE – LNG – RIGASIFICATORI