SPECIALE
GAS E RIGASSIFICATORI. - INTERVISTA.
Paolo Bonivento.
Laureato in Scienze Naturali, iscritto all'ACTA (Associazione
Consulenti Tecnico Ambientali), è Direttore del settore
Ricerca e Sviluppo di una media azienda triestina.
intervista 26 luglio 2006. (
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.
00.00 referendum/informazione
03.00 energia/nucleare/gas/fonti alternative
06.00 referendum
07.00 rigassificatori e metano
09.15 i due progetti per il golfo di trieste
12.30 le gasiere
14.00 il deposito del gas
15.45 il sito di Zaule/Gas Natural
16.20 Acegas
17.50 ciclio del freddo
19.25 porto pescatori
21.00 Acegas e Gas Natural
21.45 Slovenia
22.30 Acegas
23.15 abbassamento temperatura acqua marina
27.40 la modifica dell'ambiente
28.50 la paura del gas e il terrorismo
31.00 eventuali incidenti
34.55 altri rigassificatori
35.25 i vecchi gasometri a trieste
Bisogna fare un piccolo punto su quello che può essere
la preparazione delle persone che possono andare ad esprimere
un giudizio su questi dati. Il Piccolo è stato, stranamente
questa volta, un po’ super partes. Su la questione “rigassificatori”
ha solo citato voci di altri. Quindi la gente leggendo Il Piccolo
ha sentito quello che i rappresentanti politici hanno detto in
giro.
La preparazione che noi abbiamo, scolastica, in questo campo è
lasciata alla buona volontà dei docenti perché hanno
avuto poco tempo perché è un po’ esplosa questa
cosa dei rigassificatori. Mi hanno già chiesto degli interventi
per settembre – ottobre soprattutto i licei scientifici,
di fare una piccola presentazione agli studenti per spiegare e
per dibattere soprattutto; per far venire fuori ai ragazzi cos’hanno
capito. Questo è il difficile. Hanno visto tanti film giapponesi
dove esplode tutto. Abbiamo un’altra bomba in casa? E poi
c’è il discorso che non hanno alcuna preparazione
ambientale, nel senso che l’educazione ambientale in Italia
non viene fatta con i crismi di altri stati come la Francia, l’Inghilterra
o gli Stati Uniti dove fanno avere un contatto con l’ambiente
per cui si rendono conto di cosa stanno parlando.
Noi invece siamo molto più teorici e molti legati all’interpretazione
ambientale alla “Disney”, cioè Lupo = cattivo,
cerbiatto = occhi belli, dolci = buono. Dopo dici a uno, “bisogna
fare fuori un tot di caprioli per via del morbo di Lime”
è allora ti dicono NO! Poveri caprioli! Purtroppo noi abbiamo
questa platea qua a livello studenti, succubi della Disney, e
quindi sono convinti che il bello è uguale “buono”
e il brutto è uguale a “cattivo” e quindi da
uccidere o comunque da non guardare nemmeno. L’ambiente
in sé è fatto da tante cose. Il centro dell’ambiente
è l’uomo che è il fulcro intorno al quale
ruota l’ambiente intorno al quale l’uomo vive perché
noi stiamo parlando da uomini. Le formiche avranno al centro la
formica e quindi il loro ambiente sarà costruito intorno
alla formica. Noi dobbiamo pensare di costruire il nostro ambiente
attorno all’uomo. Sarà poco “Nietzche”
però ci piace! Quindi questo uomo deve trovarsi tutte le
possibilità di gestire l’ambiente. Si diceva appunto
: meglio avere una centrale in casa e gestirsela che subire quella
del mio vicino che la gestisce chi sa come… e stiamo parlando
del Krsko a 120 km. Da qua. Il boom di Krsko ci arriva come ci
è arrivata Chernobyl … anche Krsko arriva in un attimo.
Però abbiamo difficoltà a spiegare che stiamo comprando
energia dal nucleare, stiamo comprando energia da altre fonti
e che ci continuano a raccontare che abbiamo delle fonti alternative
senza ricordare che tra le fonti alternative può esserci
quella del gas, e non soltanto quella dell’eolica o la fonte
alternativa delle biomasse. Sì, facciamo una fonte alternativa
di biomasse sotto Servola. Bello. Ma questi signori vivranno sotto
un tanfo pazzesco che certamente non fa male però fa spuzza
da morire. Oppure mettiamo degli elioni sopra Opicina, dove ci
sono tutte le ville bene dei nostri governanti, gli mettiamo su
questa fonte alternativa eolica… non so se avete visto a
Vienna a 30 km sulla Brunner Strasse, ci sono questi sbarramenti
di mulini altissimi, belli… ma in campi sterminati. Ma qua
sul Carso? Il terreno è piccolissimo e in più c’è
la bora… un giorno gira tanto… l’altro…
Non abbiamo così tanta energia solare perché non
abbiamo gli incentivi per il riutilizzo dell’energia solare.
Se io in Austria voglio mettere uno scaldabagno solare ho l’incentivo
del 50%. Cioè costa 100 euro e pago solo 50 euro alla fonte.
Qui in Italia devo fare una domanda arzigogolata per forse avere
un abbattimento dell’Iva del 36% che forse mi permetterà
un giorno in 10 anni di scaricarmi dalle tasse quello che avrò
speso e forse avrò acqua calda!
L’impostazione nella formazione dell’ambiente è
un po’ strana qua. Un referendum che parli di ambiente può
essere solo un referendum che abbia risposta di tipo intuitiva
o isterica o affettiva o di ricordi o di qualcun altro che gli
ha detto cosa dire… Il discorso di preparare a un referendum
può essere di riuscire a informare le persone nella maniera
corretta di cosa sta succedendo, magari senza dare il proprio
giudizio o il proprio parere. Dirgli “guarda che le cose
stanno così” poi se a te piace puoi dire di Sì,
se non piace puoi dire di No.
Nessuno ha detto come è questa questione dei rigassificatori.
Nessuno ha detto che ci sono più di 20 rigassificatori
tra la partenza del gasdotto europeo e l’arrivo del gasdotto
europeo, perché il gas per mantenerlo nei tubi, io devo
tenere giù la sua temperatura perché altrimenti
mi si espande a mano a mano che avanza. Quindi i rigassificatori
esistono! Sono tra noi. E sono lungo i gasdotti.
Il rigassificatore è un sistema nel quale io abbasso…
la formula generale è P. V= N.R.T cioè Pressione
per Volume è uguale N° di moli volte costante volte
temperatura. E’ chiaro che come abbasso la temperatura,
abbasso anche il volume. Abbassando la temperatura riesco a comprimere
le molecole, a farle più compatte e a guidarle meglio all’interno
di un tubo. Se no io avrei tantissime perdite, tantissime dispersione,
soprattutto su gas piccolissimi come il metano.
Ancora una cosa, nessuno dice che il metano non è esplosivo.
Non esplode il metano! Non fa bum! Non è un propano, un
butano, quello che avevamo nelle nostre case di vacanze a Lignano
o in montagna: i bomboloni. Quelli potevano essere molto più
pericolosi che il rigassificatore di Servola. Però siccome
si trattava delle nostre case in vacanza… Oppure le bombolette
della camping gas, quelle sì esplodono ed esplodono forte!
Il rigassificatore non può esplodere perché si tratta
proprio di metano.
In effetti nel trasporto, è il 97% di metano, il resto
sono gas residui, perché quando vado a pescare il gas fuori
da un pozzo (il gas si pesca come il petrolio) io posso purificarlo
un po’ ma il mio compito è mantenerlo in forma liquida
e cacciarlo dentro un sistema per il trasporto. Sennò questo
gas si rovina o si disperde…e per mantenerlo io non ci bado
tanto a purificarlo come in laboratorio, io cerco di purificarlo
quanto basta. Quindi avrò il 97% di metano CH4 e il resto
avrò altri gas sempre dello stesso gruppo.
Un’altra cosa non ben chiarita è che i due progetti
che riguardano il golfo di Trieste, sono sì nel golfo di
Trieste ma in posizione ben diversa. Ho sentito delle persone
che sono convinte che sono tutti e due progetti con molto impatto
a mare, molto impatto a terra. No. Un progetto è quello
di Gas Natural che ha impatto sull’area ex Esso e va a “nutrire”
il gasdotto di Acegas Aps. L’altro progetto ha come punto
di riferimento il centro del golfo, quindi non è su un’area
costiera ma un’area centrale del golfo di Trieste, circa
all’altezza fra Muggia e la Mula di Muggia che sarebbe una
specie di segnale fuori da Grado e lì dovrebbe venire costruita
questa piattaforma alta 75, 80 m. quindi piuttosto visibile a
terra, il cui gasdotto parte da là e trasporta il gas fino
al sistema di rigassificazione di Villesse. Quindi non comporta
alcun impatto sulla città di Trieste se non visivo e di
impatto marino.
….
Noi qui a Trieste vedremo arrivare le navi gasiere di taglia medio
piccola, perché come le petroliere, le gasiere possono
essere piccole, medie o grandi. Noi non abbiamo mai visto una
super petroliera, queste semmai si vedono ad Augusta in Italia,
perché ha il fondale utile per una super petroliera. Poi
Augusta può essere un porto di transizione, lì arriva
una petroliera di taglia più piccola che porta il petrolio
a Trieste, per Siot oppure che porta il petrolio da un’altra
parte. Noi a Trieste vediamo petroliere di taglia medio piccole
e vedremo gasiere di taglia medio piccola. Il canale delle petroliere
sarà lo stesso che sarà utilizzato dalle gasiere
se viene fatto l’impianto della Gas Natural. Quindi così
come a Muggia entrano le petroliere, così entreranno le
gasiere.
Una cosa interessante: noi accettiamo le petroliere e sappiamo
quanto sporchino i vari gavoni di zavorra delle petroliere mentre
le gasiere non hanno il minimo sporco all’interno dei gavoni
di zavorra, cioè non hanno da pulire le vasche, le sentine,
ecc. hanno solo da caricare e scaricare. Il gas è molto
pulito, il petrolio invece non è così pulito.
Quando una nave scarica non è che tutto il contenuto della
nave corre lungo il tubo. Non è che abbiamo subito l’emissione
di tutto il contenuto all’interno del gasdotto, ma abbiamo
un deposito all’interno di un contenitore che assomiglia
a un piccolo gasometro come il vecchio gasometro che abbiamo in
via D’Alviano, molto più piccolo ma soprattutto molto
blindato. Di solito li fanno con i vetri di sopra, che vengono
anche carini da vedere. Di solito questo viene sotterrato se siamo
a livello di terra e attorno si fanno dei giardini oppure viene
a metà tra acqua e superficie quando siamo a livello di
mare. Questo qua si becca il gas e pian piano lo eroga fuori nella
pressione voluta dal dotto di trasporto. Quindi questo dotto di
trasporto riceve una certa pressione di questo gas. Fra la nave
ed il primo contenitore ci saranno dei tubi che assomigliano un
poco al discorso della Siot.
Se andate qualche volta al bagno a Muggia, vedrete dove arrivano
le petroliere. Arrivano su una specie di molo fatto apposta. Viene
agganciato questo tubane che vuota. Non è che questo petrolio
va a finire direttamente dentro all’oleodotto transalpino
ma viene messo in quei contenitoroni della Siot e poi viene pian
piano immesso all’interno del circuito. La stessa roba vale
col gas. Il discorso Gas Natural ha come aggancio il gasdotto
della Acegas, quindi Gas Natural costruisce il suo rigassificatore
sul terreno del Comune di Trieste pagando affitto di un terreno
che comunque adesso il Comune non solo non sa cosa farsene ma
se cambia la legge sull’ambiente ci si becca una mazzata
, altro che diminuzione dell’ICI: qua aumenterà l’ICI
di dieci punti per grattare via tutti quei bitumi cosa che Gas
Natural sarebbe costretta a fare e, va a finire dentro il gasdotto
dell’Acegas che ricordiamo che l’Acegas è al
50 per cento del Comune di Trieste. Avendo gas proprio l’Acegas
incomincia a controllare il prezzo del gas! Sappiamo che la Snam
dà il suo prezzo obbligatorio per l’utenza finale
ma sappiamo anche che l’acquisizione del gas, le varie multiutilities
la fanno sul mercato. Quindi se in quel mercato quel giorno il
gas vale due, paghi due; il giorno dopo potrà valere 1,8
ma se i signori del gas russo chiudono varrà dieci. Per
l’utente finale il prezzo deve essere sempre quello mentre
l’acquisto va fatto al mercato.
…
Se l’Acegas (che vuol dire 50% Comune) incomincia a giocare
col prezzo del gas ci potrà essere un grosso tornaconto
economico, non da poco che potrà permettere di fare un
sacco di cose che adesso come adesso il Comune ha solo i cittadini
come risorsa…
Sul discorso Gas Natural abbiamo in più la possibilità
di recuperare il ciclo del freddo. Essendo adagiato su una zona
costiera, mentre il progetto Endesa messo in mezzo al golfo tutta
la parte della perdita del freddo va dispersa, la parte a terra
invece può essere recuperata. Ci sono tanti esempi di aziende
legate alla catena del freddo che hanno fatto filiali vicino proprio
ai rigassificatori (Findus, Igloo, ecc.); io cito Igloo perché
è un’azienda tedesca che si è fatta quasi
tutte le sedi vicino ai rigassificatori. Si possono fare i surgelati
che costano meno… Tutte queste società danno lavoro
diretto più indotto (ai trasportatori, autoparco, ecc.).
Queste non sono invenzioni, sono cose abbastanza reali. Possiamo
avere la rinascita di alcune società della conservazione
del cibo.
Sicuramente ne giova il porto pescatori, con tutto che io ho un
affetto particolare verso i pescatori, questi nella nostra zona
tendono un pochino a fare le vittime. Nel senso che quando abbiamo
il problema del dinofisis (che è l’alga che fa la
diarroic selfish poisson) cioè il veleno che fa venire
il mal di pancia, detta anche “alga da corsa” mentre
in tutta Italia nonostante i parametri continuano a raccogliere
mitili che hanno un inquinamento, vedi Chioggia, Brindisi, i nostri
, al primo segnale chiudono, ma perché chiudono? Perché
c’è tutta una legge regionale che gli dà un
supporto; per mettere a posto le barche, per fare altro. Io so
che i pescatori non possono negare che un sistema del freddo a
basso costo può solo agevolarli, ma in questo momento sono
stati talmente bene abituati a giocare con queste agevolazioni
che bisogna stare attenti quando fanno certe azioni tipo la protesta
fatta con Primo Rovis, con tutti i pescatori in molo Audace. Lasciano
un po’ il tempo che trova perché sono proprio i pescatori
che poi hanno determinati interessi sulle agevolazioni quando
le cose non gli funzionano.
Sempre sul discorso opportunità su Gas Natural, essere
il Comune di Trieste padrona di Acegas significa essere nel campo
delle multiutilities ad altissimo livello. Quindi essere una multiutility
che possiede qualcosa. Non una multiutility che compara da uno
per vendere, non semplicemente un oggetto commerciale la ragione
sociale di Acegas Aps, ma diventa proprio un soggetto proprietario.
Certo, non sarà mai un soggetto proprietario come Snam,
come Edison, come Eni che sono i veri proprietari italiani, però
incominciamo ad avere una certa importanza. Altrimenti, il fatto
che la Slovenia sta parlando tanto male dei rigassificatori porta
a sapere (perché ormai lo si sa già) che la Slovenia
sta facendo gli accordi per vendere la rete gas ai russi e far
da trasportatore del gas. Quindi si aggancia alla rete russa e
trasporta il gas fino a Gorizia dove Iris che è la mini
utility del Friuli Venezia Giulia diventa immediatamente importante
perché è quella che può avere la valvola
del gas per tutto almeno il Nord Italia. Nord Est sicuro, forse
anche verso la Lombardia e l’Emilia Romagna.
Non è da non dire alla gente questo, perché c’è
da pensare che in ogni famiglia c’è qualcuno che
lavora all’Acegas, in ogni famiglia c’è qualcuno
che lavora nel campo dei pescatori, della pesca o qualcuno che
lavora nell’industria manifatturiera, o nel campo dell’industria
pesante. Quindi la paura della chiusura della Ferriera che sarà
probabile, ecco che può avere un riscontro in termini di
posti di lavoro praticamente uguale dentro il rigassificatore.
Qua chiudiamo, chiudiamo, chiudiamo, pensiamo qualche volta che
si può aprire qualcosa.
Dal punto di vista dell’impatto ambientale il discorso sull’abbassamento
della temperatura è un discorso che va bene se fatto in
un ambiente di esperimento di laboratorio, su una vasca chiusa,
ma in un bacino comunque vivo, aperto con correnti di acque dolci
provenienti dal drenaggio del Timavo, come siamo noi nel nostro
golfo, fare il discorso del cubetto di ghiaccio che viene buttato
là in mezzo, sinceramente non ha molto senso; perché
abbiamo acque dolci da tutte le parti, Timavo, Isonzo, bocche
volendo anche Rossandra, Rio Ospo, abbiamo delle bolle d’acqua
dolce alla fine della scarpata del Carso, su Aurisina e quindi
non si può fare un discorso come se fossimo dentro il lago
di Garda. Qua dobbiamo fare un discorso, invece, che siamo aperti
verso un mare tra l’altro che è sottoposto a sesse,
quindi movimenti nord-sud, un mare, l’Adriatico, con un
bacino d’acqua notevole, non è un mare piatto, è
un mare a scarpata, all’altezza di Pianosa e delle Fremiti
incominciamo ad andare giù profondi e quindi abbiamo anche
tantissimo ricambio d’acqua che arriva su.
Ci sono dei maestri della biologia marina a Trieste, io non ho
letto di nessuno sui giornali, né ho letto del prof. Orel
né del prof. Specchio, mi piacerebbe saper cosa pensa veramente
i maestri, il prof. Fraisi, quelli che hanno insegnato a tutti
noi cosa vuol dire la biologia marina, non i ragazzi che hanno
vinto una borsa di studio su al Laboratorio, con tutto il rispetto
che posso avere per loro, ma mi piacerebbe sentire un prof. Girardelli
che è ancora presente in laboratorio nonostante gli 80
e passa anni, che possa dire la sua.
Noi abbiamo tantissimi affluenti, l’Isonzo è un fiume,
non è un torrente è un fiume da portata quasi costante,
volendo noi subiamo anche il Tagliamento fin qua, perché
abbiamo tutto il ritorno delle acque del Tagliamento, se riusciamo
a fare uno studio che consideri tutti i parametri allora si può
anche fare un discorso di un certo tipo, ma così, a freddo
io direi che non ha molta influenza, perché abbiamo dei
movimenti notevoli. Poi ricordiamoci che non siamo al polo nord
che per 6 mesi non abbiamo riscaldamento solare e quindi se a
un certo punto rilascio delle acque fredde lì effettivamente
senza il riscaldamento solare posso pensare che mi si formerà
un bel pack, ma anche là credo si possa dire che durante
i 6 mesi del giorno, parlare di un aumento del pack dovuto ad
un abbassamento di così poca temperatura sia un po’
difficile… E’ un discorso questo che riguarda soprattutto
il progetto Endesa, quello in mezzo al golfo, invece quello lato
porto, ha dei riscaldamenti notevoli già dalla stessa Ferriera
che sta scaricando acqua calda! La cokeria la meravigliosa cokeria!
Incominciamo a misurare un po’ cosa fa la cokeria, se vogliamo
fare i bravi ambientalisti, mettiamo un po’ di termometri
là attorno e vediamo come si modifica, le vasche della
Linde.
…
Per quanto riguarda la sensibilità che hanno le persone
sulle motivazioni terroristiche, la paura che essendo gas…
noi siamo stati tirati su dai nostri genitori, dai nostri nonni
che memori dei tubi col gas acetilenico sicuramente hanno paura
dello scoppio. Perché effettivamente quella volta il “tiro”
che l’acetilene dava era forte. La paura sull’atto
terroristico esiste la possibilità ma è una possibilità
talmente difficile e talmente complicata per chi deve farlo che
se vuole fare un atto terroristico gli conviene farlo di un’altra
maniera perché diventa un qualcosa molto complessa e avanzata
dal punto di vista tecnologico oppure con strumenti che sono veramente
da atto di guerra non atto di terrorismo. Se voglio andare contro
una nave gasiera devo andare con un MAS, con un MAS a tutta velocità,
devo aprire uno squarcio di 5 m. di diametro e avere le condizioni
che si devono verificare in quel momento, che la nave gasiera
sia ferma e in una zona dove senza movimento d’aria. Se
ce la faccio, dopo posso anche prendere il Nobel del terrorista,
perché ho fatto un atto più che terroristico, scientifico
come il signor Nobel che ha fatto esplodere la dinamite!
Ci sono ben altri metodi, purtroppo, per creare disaggi alla cittadinanza,
molto, molto più pericoloso che questo discorso gasiero,
il terrorismo stesso che può fare una nazione quando chiude
il gas durante l’inverno. E’ sicuramente più
terroristico che pensare a due ometti su un MAS a tutta forza.
Una petroliera fa un danno ecologicamente di gran lunga superiore!
E le petroliere siamo abituati a vederle tutti i giorni sfrecciare
su e giù. Il raggio di pericolo per eventuali perdite accidentali
(di gas) se vogliamo metterle tutte giù, con rottura dello
scafo o rottura dell’impianto sono 1.800 metri. Oltre 1.800
metri si è visto che il gas stesso non è più
liquido e va su verso la stratosfera. Questo raggio di 1.800 metri
dal punto di falla è l’area che io devo circoscrivere!
Con dei rimorchiatori, ecco che c’è un altro indotto
lavorativo che tutte le società di servizi, dei guardafuochi
del porto che in questo momento stanno lavorando poco e hanno
paura di perdere il posto di lavoro, potrebbero specializzarsi
su questo. Un altro indotto che a nessuno viene in mente è
che le navi gasiere sono fatte in Giappone o in Corea. Ma noi
abbiamo Fincantieri! Che potrebbe anche decidere di mettersi a
fare navi gasiere.
…
Infine, il GNL per essere in una condizione di infiammabilità
deve essere miscelato con l’ossigeno in una proporzione
che va dal 5 al 15%. Una forbice molto ridotta. Pensiamo poi che
si tratta di metano, un gas estremamente volatile. Quindi io dovrei
avere un cubo di aria fermo dove ho ad esempio un 10% di metano
e il resto ossigeno, e lì avere un punto di innesco. Pensiamo
al nostro gas domestico: io ho la fiamma blu che vuol dire che
ho la miscela giusta tra gas e ossigeno. La cosa funziona se riesco
a fare questa “pentola” a tenere tutto fermo, perché
se ho un apporto maggiore di ossigeno ho troppo poco metano per
avere una infiammabilità se invece ho tanto metano la fiamma
si autoestingue per soffocamento. Poi diciamo, che il prodotto
del metano più l’ossigeno è anidride carbonica
più acqua! Non è che abbiamo uranio impoverito.
Le nostre piante si nutrono di acqua e anidride carbonica. Questo
già i nostri ragazzini dovrebbero saperlo. Non è
che si parla di propano o di butano, si parla di metano!
Gli studi che riguardano i 1.800 metri provengono sia dal golfo
di Messico, gli hanno fatti nel Texas e nell’Algeria e su
contenitori molto più grandi. Siccome l’ultima nave
gasiera si è rotta nel 1942 hanno dovuto creare la falla
nella nave, usando una vecchia gasiera per fare gli esperimenti!
Siccome le gasiere non si rompono perché sono fatte a triplo
blindamento concentrico sono delle casseforti che vanno su e giù
per il mare. In Italia c’è un rigassificatore a Porto
Venere che è bellissimo e non ci si rende conto che si
tratta di un rigassificatore. E’ a terra, quelli a mare
posso essere d’accordo che sono brutti e anche l’occhio
vuole la sua parte. Quanti anni abbiamo avuto l’impatto
di quei due gasometri bianchi che si vedevano da tutta la città!
Quelli di via D’Alviano. Non ci siamo mai preoccupati, abbiamo
fatto scuola e c’erano i giardini, anch’io ho fatto
scuola lì e andavo a giocare nei giardini ed erano gasometri
grandi e sicuramente molto più pericolosi messi là
e con una tecnologia che non è quella di adesso.