RISPARMIO ENERGETICO
Di Renzo Riva
Lo spegnimento degli apparecchi in stand-by e quindi delle relative lampade spia sono poca cosa in confronto allo spreco di qualsiasi fotocellula dei cancelli comandati elettricamente.
Il circuito elettrico è mantenuto sempre sotto tensione alimentando di continuo il trasformatore da 220 Vac a 24 Vac poi raddrizzata in continua per alimentare le fotocellule ed altre tensioni per gli elementi di trasmissione e ricezione nonché l’alimentazione di schede elettroniche tra le quali quella di ricezione del treno d’impulsi del telecomando.
Ebbene il trasmettitore ed il ricevitore della fotocellula sono sempre in funzione anche quando non serve la loro funzione di sicurezza ovvero a cancello chiuso e aperto.
L’azione di sicurezza della fotocellula è richiesta solo nella fase della manovra di chiusura quindi per un limitatissimo tempo nell’arco della giornata.
In pratica si ipotizzino dieci operazioni di manovra di apertura e conseguente richiusura. Ogni richiusura chiede l’efficienza ed il controllo attraverso il fascio della fotocellula che protegge l’area di manovra delle ante, basculanti o scorrevoli dei relativi cancelli e richiede per ognuna di esse un tempo massimo di circa 30 secondi.
Secondi 30 x 10 manovre danno come risultato 300 secondi cioè cinque minuti.
Per tutto il restante tempo della giornata ovvero 24 ore meno 5 minuti la fotocellula rimane inutilmente alimentata.
Una coppia Tx/Rx di fotocellula consuma al minimo circa 50 mA con una tensione di 24 Vcc pari ad una potenza di 1,2 Watt.
Watt 1,2 x 24 Ore x 365 giorni/anno = 10.512 Watt e cioè circa 10,5 Kw anno per ogni cancello.
Per 1.000.000 di cancelli saranno pertanto consumati 10.500 Mw pari ad una potenza istantanea impegnata di 1,2 Mw.
Con i conti della serva ciò significa che dei 56.000 Mw massimi che il servizio elettrico nazionale può fornire 1,2 Mw sono costantemente impegnati per le fotocellule dei cancelli non operativi.
La soluzione tecnica esiste e consiste nel concepire una nuova circuitazione per l’alimentazione delle fotocellule che devono essere attivate solamente per il tempo di necessario funzionamento delle stesse che oltre tutto potranno durare quasi in eterno.
Lo stesso dicasi per tutte le lampadine (di solito a siluro) di circa 3 Watt che illuminano ogni nome su tutti i citofoni. Basterebbe un semplice pulsante con ritorno a molla, oppure un interruttore di prossimità temporizzato, che potrebbe essere azionato alla bisogna. In questo caso il risparmio sarebbe pari a 30.000.000 utenti x 3 Watt x 24 ore/giorno x 365 giorni/anno = 788.400 Mw anno.
Ciò significa che, continuando con i conti della serva volutamente in difetto, dei 56.000 Mw massimi che il servizio elettrico nazionale può fornire 90 Mw sono costantemente impegnati per l’illuminazione di ogni utenza citofonica.
Le industrie dei cancelli automatici e dei citofoni sono pregate di prenderne nota.
Nel frattempo sarebbe opportuno che i Ministeri dell’Industria e dell’Ambiente istituissero ad hoc una commissione tecnica per emanare direttive tecniche costruttive coercitive orientate al perseguimento del risparmio energetico.
Per esempio, ed in un altro campo, la legislazione francese detta delle norme tassative e coercitive al riguardo dell’isolamento termico degli edifici che nella maggior parte sono riscaldate con l’energia elettrica nonostante siano autosufficienti con i loro 59 reattori nucleari.
L’Italia di converso, poco seria, dipendente dall’estero per lo 80% delle fonti energetiche (si ricorda l’importazione del 18% di energia elettrica da nucleare), sta ancora compiendo i primi passi in tal senso. A Bolzano che invece è una provincia autonoma esiste già da anni una regolamentazione in tal senso.
Anche in questo caso l’autodeterminazione ha determinato una legislazione locale che già da anni ha dato le necessarie risposte ai reali problemi di quella entità territoriale.
A buon intenditore basti quanto scritto sopra.
Ogni persona d’altronde vede lo spreco notturno dell’ illuminazione pubblica e conseguente inquinamento luminoso della volta celeste che tanto disturba gli astrofili (da non confondersi con gli astrologi).


