PER LA PROMOZIONE DELLA SCIENZA, DELLA TECNOLOGIA E DELL'ECOLOGIA RAZIONALE

BENZINA AGEVOLATA

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APPELLO RAGIONATO CONTRO LA BENZINA AGEVOLATA

alle competenti istituzioni locali, regionali, nazionali ed europee
nonché ai garanti dell’applicazione del protocollo di Kyoto.

CONSIDERATO CHE

· La differenza di prezzo tra la benzina o il gasolio in Italia e in Slovenia si aggira intorno al 20-25%, differenza che si può comunemente riscontrare in qualsiasi tipo di prodotto tra due negozi anche vicini.

· La “benzina agevolata” non livella i prezzi ma porta il prezzo della benzina italiana a livelli addirittura considerevolmente inferiori a quella slovena (circa il 20-30% in meno), in modo tale da configurarsi come un vero e proprio sconsiderato “incentivo al consumo”.

· La situazione ambientale è destinata a peggiorare in assenza di urgenti provvedimenti che facciano cambiare l’attuale situazione, in particolare quella che riguarda l’uso sempre più massiccio di mezzi che utilizzano carburanti derivati dal petrolio per il trasporto di merci e persone.

· La situazione per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico ed il traffico nella città di Trieste è particolarmente grave.

· Il protocollo di Kyoto, sottoscritto anche dall’Italia, richiede l’adozione di provvedimenti radicali per la riduzione dell’emissione di gas responsabili dell’effetto serra, ed impone esplicitamente “l’eliminazione graduale delle imperfezioni del mercato, degli incentivi fiscali, delle esenzioni tributarie e dei sussidi che siano contrari all’obiettivo della Convenzione in tutti i settori responsabili di emissioni di gas a effetto serra”, per cui la mancata eliminazione delle agevolazioni su benzina e gasolio si configura come una violazione del protocollo stesso.

· L’ultimo provvedimento di “proroga” ottenuto dalle autorità locali per la benzina agevolata contiene condizioni addirittura peggiori dei provvedimenti precedenti dal punto di vista ambientale, garantendo una quantità esagerata di benzina agevolata (330 litri da consumarsi entro il 28 febbraio), circa il doppio rispetto l’analogo periodo dell’anno scorso.

· Il provvedimento della benzina agevolata comporta un minor ricavo per l’erario di 20-30 milioni di euro annui per la sola provincia di Trieste (da confrontarsi ad esempio con il progetto delle prime due linee ferroviarie urbane di Trieste che richiede per la sua realizzazione, prevista entro il 2008, solo 3 milioni di euro).

· L’ulteriore costo burocratico per la gestione del sistema delle tessere grava in modo particolarmente pesante sulla pubblica amministrazione (esiste addirittura una apposita “Azienda Speciale Trieste Benzina Agevolata”), ma anche sui gestori delle pompe di benzina e sui cittadini che vogliano usufruire dell’agevolazione.

CHIEDIAMO CHE

· Vengano rispettate le direttive europee che impongono la fine delle agevolazioni per l’acquisto di benzina o gasolio.

· Vengano utilizzati i maggiori introiti derivanti dalla fine delle suddette agevolazioni per il finanziamento di un progetto globale e coerente di trasformazione della mobilità urbana ed extraurbana, similmente a quanto stanno facendo altre zone d’Europa (come ad esempio la Provincia di Bolzano), che abbia come obiettivo la riduzione dell’inquinamento atmosferico ed il miglioramento della situazione del traffico e preveda sia la promozione dell’utilizzo di mezzi individuali che usino tecnologie intrinsecamente meno inquinanti, come veicoli a metano, a idrogeno, ibridi, elettrici (anche attraverso agevolazioni economiche per la sostituzione o l’adattamento dei veicoli e per i rifornimenti), sia lo sviluppo di una rete di mezzi pubblici non inquinanti (come ad esempio ferrovie urbane e suburbane, tram, filobus e autobus elettrici, ibridi e a metano) con l’obiettivo essenziale che risultino per l’utente più economici, più comodi, più pratici e più veloci rispetto ai mezzi individuali (grazie anche all’integrazione il più possibile completa dei vari sistemi di trasporto e all’informazione capillare e continua riguardo orari, percorsi, tempi di attesa e di percorrenza), nonché l’attuazione di tutti quei provvedimenti necessari per rendere più facili gli spostamenti a piedi o in bicicletta (come ad esempio la realizzazione di aree pedonali e di assi ciclopedonali).

Siccome queste agevolazioni sono classificate dalla UE come “aiuti di stato”, tutti i cittadini italiani hanno voce in capitolo e possono dare il proprio parere riguardo all’opportunita’ o meno della loro concessione.

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